Mammotome: cos’è e a cosa serve l’agobiopsia mammaria

La biopsia sotto guida stereotassica

Il Mammotome, anche noto come biopsia sotto guida stereotassica, è un’agobiopsia tecnologicamente avanzata per il prelievo multiplo di tessuto mammario. La procedura di cui si avvale è completamente controllata dal computer: un sistema che garantisce una maggiore precisione, sia nelle procedure legate alla corretta valutazione della localizzazione di inserimento dell’ago sia nella profondità.

La biopsia sotto guida stereotassica, in particolare, viene effettuata in tutti quei casi in cui si ipotizzino distorsioni della normale struttura parenchimale o lesioni tumorali per micro calcificazioni, e rappresenta lo step intermedio fra la mammografia e un eventuale intervento chirurgico.

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Il materiale estratto con agobiopsia viene poi sottoposto ad analisi istologica in laboratorio, in modo da garantire una precisa definizione circa la sua natura maligna o benigna.

Mammotome: come si effettua l’agobiopsia

Il Mammotome viene eseguito in un’unica seduta. Si effettua tramite una piccola incisione sull’area interessata dal prelievo – una procedura che non prevede la formazione di cicatrici visibili – e non richiede che la paziente venga sottoposta a ricovero. Tuttavia, trattandosi di un esame che si svolge in anestesia locale, presuppone una normale valutazione da parte del personale sanitario sulla somministrazione di farmaci anestetici alla paziente.

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Per quanto riguarda invece le modalità con cui viene svolto, le procedure sono due e dipendono dal tipo di apparecchiatura utilizzata. La prima, ovvero la tecnica con stereotassi in posizione quasi seduta, prevede che la paziente venga fatta accomodare di fronte al macchinario; la seconda, ovvero la tecnica con stereotassi vacuum assistita in posizione prona, impone che la persona sottoposta al prelievo sia sdraiata su un lettino a pancia in giù.

Nel momento in cui la paziente è completamente a suo agio, l’operatore dà il via all’esecuzione preliminare dei radiogrammi. La durata del Mammotome dipende dalla tipologia di macchinario utilizzato per l’esame, con tempistiche che possono oscillare da un minimo di 20 minuti a un massimo di 40 minuti, se si adopera un’apparecchiatura tradizionale. In questa fase, la parte trattata viene sottoposta a una compressione prolungata, di conseguenza, non è raro che, in alcuni casi, la paziente possa avvertire un po’ di fastidio.

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Cosa aspettarsi dopo il Mammotome

Tra gli effetti che possono insorgere in seguito a una biopsia sotto guida stereotassica vi è il sanguinamento.

Per questo, immediatamente dopo il prelievo, è in genere consigliato di tamponare per qualche minuto l’area trattata per ridurre la fuoriuscita di sangue. Ma tra i rischi, oltre al sanguinamento, si segnala la possibilità che possa in sorgere una sensazione dolorosa, e in alcuni casi anche tumefazioni o ecchimosi, mentre è assai più rara la manifestazione di infezioni.

In ogni caso, per ridurre il dolore e facilitare l’assorbimento degli ematomi, dopo il Mammotome è previsto il trattamento della parte interessata tramite impacchi di ghiaccio secco; il prelievo esclude il rischio che si verifichino ulteriori complicanze, anzi, la paziente può tornare immediatamente alla sua vita di sempre. In questa fase, tuttavia, è bene attenersi a una serie di indicazioni mediche, poiché la zona sottoposta a biopsia può ancora causare fastidi.

Mammotome: indicazioni pre e post agobiopsia mammaria

Le indicazioni per il post Mammotome prevedono, in particolare, che la paziente non effettui movimenti improvvisi con le braccia e che eviti ogni sforzo che possa rivelarsi troppo intenso.

In questa fase, il dolore più acuto è quello avvertito da chi abbia alle spalle una storia clinica segnata da un intervento nell’area sottoposta ad agobiopsia, soprattutto per la presenza di tessuto cicatriziale più spesso.

Per quanto riguarda invece le precauzioni da adottare prima del Mammotome, è bene consultare il proprio centro TAO per una mirata sospensione degli anticoagulanti, oltre a predisporre l’aiuto di un accompagnatore, per il ritorno a casa, in previsione di eventuali effetti legati al dolore o all’anestesia.

Lorita Russo
Lorita Russo
Social media specialist, Seo Specialist, specializzata in tecnologia, scienza e cucina. Sono un influencer e reviewer, amante della lettura umanistica e dei problemi sociali. Ho un sito di cucina Facili idee e il gruppo Facebook che conta ben 150 mila follower