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Messina: impicca un pastore maremmano perché aveva ucciso una delle sue capre

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E’ stato un pastore ad uccidere l’animale, un cane pastore maremmano, perché aveva attaccato una delle sue capre. L’uomo ha immediatamente confessato ciò che aveva fatto ed è stato, quindi, denunciato e fermato dai Carabinieri.

Un pastore maremmano impiccato ad un albero e altri cani della stessa razza, che si trovavano intorno al suo corpo, latrando e muovendosi in maniera nervosa. Le zampe della povera bestia a qualche centimetro dal suolo e il corpo ondeggiante in aria.

Questa è la macabra scena, che si è trovato di fronte un appassionato di mountain bike di Santa Venerina (Catania), mentre pedalava tranquillamente nelle campagne tra Roccafiorita e Limina, in provincia di Messina.

A pochi passi dal cadavere, ormai privo di vita da un pò, per cui ogni tentativo di salvarlo e di rianimarlo da parte del ciclista si è rivelato inutile, un uomo, nascosto tra gli alberi, un uomo, che ha immediatamente confessato di essere stato lui ad avere eliminato il pastore maremmano, perché aveva sgozzato una delle sue capre. A riprova del suo atto, il cadavere della capra, lasciato appositamente a pochi passi da quello del cane.

Il ciclista ha, quindi, immediatamente composto il 112 e di là a poco gli uomini dell’Arma sono arrivati sul posto e hanno messo sotto fermo l’autore del reato, che è stato denunciato per l’atto compiuto.

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Ma una semplice denuncia nei confronti del pastore alle associazioni animaliste non basta, per cui ora gli attivisti si stanno organizzando perché l’uomo possa essere arrestato. Lo annuncia il presidente di AIDA&A (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), che sta seguendo la vicenda da vicino.

Il pastore maremmano abruzzese è un cane di origine italiana, diffuso soprattutto nel Centro Italia, dove è utilizzato per difendere le greggi da possibili attacchi dei lupi. Fiero e indipendente, non ama le smancerie e non è certamente adatto come cane da appartamento, ma tuttavia è un animale particolarmente equilibrato, per cui difficilmente attacca senza motivo.

Anzi, proprio per le sue caratteristiche, il WWF ha deciso di sostenere un progetto di addestramento dei pastori maremmani, così da renderli particolarmente attenti alla presenza dei lupi, riducendo in tal modo il numero delle loro aggressioni alle pecore. Questo, infatti, sarebbe un valido aiuto nella riduzione della caccia al lupo, animale protetto e che rischia, nel nostro Paese, come molti altri al momento, l’estinzione.

Chissà perché quel pastore maremmano, domenica scorsa, ha sgozzato una capra. Probabilmente non lo sapremo mai e rimarrà il dubbio. Ma, insieme al dubbio, rimarrà anche l’orrore per quanto fatto nei confronti di un cane, che aveva come unica colpa quella di essere stato scelto dall’uomo per difendere le sue greggi. Ma quel pastore maremmano e molto altri animali ancora, chi li difende davvero?

La nostra normativa nazionale in alcuni casi è ancora deficitaria nella sua applicazione quando si tratta di maltrattamenti verso gli animali. Qui siamo ben oltre il mero maltrattamento. Qui siamo all’uccisione. Vediamo, quindi, quale sarà la pena inflitta al pastore siciliano.

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