Mia: il reddito di cittadinanza cambia nome

Il nuovo reddito di cittadinanza porterà in dote diverse novità, tra cui l'obbligo di formazione e impossibilità di rifiutare offerta congrua.

Si chiamerà Mia, (Misura di Inclusione Attiva) il nuovo reddito di cittadinanza del governo Meloni che è in dirittura d’arrivo.

Mia: come cambia il reddito di cittadinanza?

I testi con le regole promosse dal ministero del Lavoro sono in dirittura d’arrivo. Il ministro Giancarlo Giorgetti dovrà valutarne la sostenibilità e tra un paio di settimane arriverà il nuovo decreto. Il sussidio, ora Mia, si aggirerà intorno ai 500 euro al mese. Per gli occupabili sarà di 375. Le novità sono, oltre che sulla cifra, anche sulle proposte di lavoro e sulla possibilità di rifiutarle. Attraverso il nuovo strumento, chi percepisce il sussidio dovrà impegnarsi a svolgere una serie di obblighi di formazione. Le offerte di lavoro “congrue”, poi, non si potranno rifiutare. I beneficiari del sussidio saranno divisi in due platee: le famiglie povere senza persone occupabili e quelle povere con persone occupabili, dove non ci sono queste situazioni ma almeno una persona tra i 18 e i 60 anni di età.

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I beneficiari

Per i nuclei senza persone occupabili, la durata massima della Mia si ridurrà a 12 mesi dalla seconda domanda in avanti. Prima di chiedere una nuova prestazione dovrà passare un mese. Per i nuclei con persone occupabili la Mia scadrà al massimo dopo un anno dalla prima volta e dopo sei mesi dalla seconda. Una terza domanda si potrà presentare dopo un anno e mezzo. I requisiti Isee cambieranno: ora si parla di 7200 euro anziché 9360. In ultimo, la sede di lavoro dovrà essere nell’ambito della provincia di residenza.