Morto Franco Battiato, emblema e simbolo della musica italiana. Aveva 76 anni

Si è spento all'età di 76 anni uno dei personaggi più amati ed enigmatici della musica italiana. L'Italia dice addio al Maestro Franco Battiato

Franco Battiato si è spento questa mattina all’alba, all’età di 76 anni, nella sua villa di Milo, in provincia di Catania. Lo ha reso noto la famiglia, che ha anche comunicato che i funerali si terranno in forma privata.

Un altro pezzo della storia della musica italiana vola via, per posizionarsi tra le stelle del firmamento.

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Eclettico e versatile, Franco Battiato durante la sua carriera ha spaziato tra svariati generi, sorprendendo sempre il pubblico con la sua musicalità ed i suoi testi, dal fascino criptico ed enigmatico senza tempo.

Nella sua lunghissima carriera, ricordiamo capolavori come “La Cura”, “Centro di gravità permanente”, “Sentimento Nuevo” e moltissimi altri.

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Battiato non è stato solo cantante, tra le tante altre cose è infatti stato anche regista, pittore ed autore delle più belle canzoni per voci femminili, da Giuni Russo fino ad Alice passando per Milva.

Aveva dato una grandissima importanza alla spiritualità, cosa che traspariva fortemente dai suoi testi (basti pensare a “La cura”). In una intervista ai microfoni di Skytg 24 aveva detto: “Il resto non conta, davvero. Credo di aver letto ormai tutto sulla materia, ho cominciato negli anni 70 con i mistici indiani”. E la sua spiritualità cercava di coltivarla quotidianamente con la meditazione. “Mi sveglio molto presto, oggi per esempio alle tre e mezzo, non si spaventi! Ascolto la musica classica su Radio 3, per una o due ore. Poi vado nella mia veranda a meditare. Ho davanti un panorama incredibile, da Taormina a Siracusa, cielo e mare meravigliosi e poi una vegetazione ricchissima con pini secolari, alcuni così inclinati che quasi toccano terra, alberi giapponesi che danno dei piccoli mandarini, pompelmi e aranci rigogliosi malgrado siamo a 800 metri. Rose selvatiche gialle, rosse o lilla sono nate spontaneamente intorno alle palme. E c’è l’orto, con lattughe, pomodori, patate, abbiamo piantato anche le angurie”

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Sul male, diceva: “Quando ammazzi qualcuno, poi rinasci come insetto, serpente o un altro animale... Ecco perché cammino per strada facendo attenzione a non calpestare neppure le formiche”.

Ma questa sua ricerca della spiritualità era direttamente proporzionale al distacco dai sentimenti umani: provò a spiegarlo, quando in quella stessa intervista, pregando di non essere frainteso, parlò di come aveva vissuto i lutti delle persone care, come sua madre Grazia o il filosofo Manlio Sgalambro. “Mi sono staccato da certi meccanismi. Voglio molto bene alla gente, a mia madre, a Sgalambro, ad altri colleghi che hanno lavorato con me: non ho mai avuto un problema con loro e non è poco. Ma solo attraverso lo studio capisci certe cose. Forse in quei frangenti dispiace la perdita delle abitudini”.

Su Dio aveva detto: “Non possiamo umanizzare Dio, possiamo solo lavorare da pazzi per avvicinarci a Lui”. E ora chissà, se proprio in questo momento, il Maestro è vicino a quel Dio di cui parlava. Magari insieme chiacchierano dei mali del mondo sulle note di Cuccurucucù Paloma. Sì, mi piace immaginarmeli così.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.