Negramaro nuovo singolo ”Sei tu la mia città” l’anteprima del video

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La scorsa notte i Negramaro con un video su Youtube e sui loro profili social, hanno annunciato a tutti i loro fans, l’uscita del nuovo singolo, da oggi in rotazione radiofonica e in vendita su Itunes. Il nuovo brano si intitola “Sei tu la mia città” in uscita nel prossimo autunno.
Grande sorpresa per tutti i fan della band rock salentino, Giuliano, Lele, Ermanno, Danilo, Andrea e Pupillo hanno dedicato una versione acustica del brano, qui di seguito potrete ascoltarne l’anteprima.Il gruppo tutto al completo in una stanza davanti ad un pianoforte introduce con queste parole l’anteprima del singolo. “Come state, bentrovati, anzi ovunque vi troviate, qualunque sia la vostra città, siamo tutti qui in una stanza per una sorpresa per voi. ci abbiamo messo un po’ di tempo però abbiamo preparato una cosa che non vedevamo l’ora di farvi sentire ed oggi qui vi diamo un’anteprima, in questa stanza, tutti i Negramaro, tutti insieme, per voi”. 

La canzone, scritta da Giuliano Sangiorgi, nasce da una lunga esperienza internazionale che ha portato la band a viaggiare e registrare tra New York, Nashville, Londra, Madrid e la loro terra d’origine, la Puglia.

[youtube EWMQ_2lYVkU nolink] Il nuovo singolo a sorpresa arriva dopo Casa 69, l’ultimo album in studio dei Negramaro del 2010, e Una storia semplice, la raccolta di successi dei primi dieci anni di carriera del gruppo, uscita nel 2012.

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Testo del singolo dei Negramaro ”Sei tu la mia città”

La strada si aggroviglia nei tuoi capelli
i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi
ha il cuore che sa di asfalto e di preghiere
e la macchine ti attraversano senza più guardare
e sciogliti i capelli nel fango solo se ci riesci
e allacciami i tuoi dubbi alle scarpe se poi tu non mi credi
se non mi credi

il cielo lo reggono ancora i miei difetti
le mani si incastrano e formano grattacieli
le scuse attaccale bene così non cadi
le unghie affilate resistono tagliando i vetri
e asciugami i pensieri col fiato degli ultimi alberi
accendimi di notte nel segno dei più bei ricordi
concedimi la pace dei treni senza più rimorchi
e montami negli occhi come un tram a fari spenti
investimi di luce se non mi vedi ancora in piedi

sei tu la mia città
sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
che mi addormenta la mattina
e mi ricorda di esser tanti
una sola in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
quando c’è il brivido degli altri
perché sei tu la mia città
la mia cittò

le case che aprono le gambe agli sconosciuti
e le chiese sono bocche di donne coi fucili appesi
le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni
il fumo porta via con sé gli ultimi avanzi
nascondami dagli altri son troppo comodi i tuoi denti
e sputami poi fuori quanto stenderai i tuoi panni
e lavami nel fiume se vorrai ancora indossarmi
e rimnoccami le maniche quando pioverai dai muri
e soffiami sul mondo come quasi fossi vento

sei tu la mia città
sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
che mi addormenta la mattina
e mi ricorda di esser tanti
una sola in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
quando c’è il brivido degli altri
perché sei tu la mia città
sei sempre solo la città
che si colora quando è sera
mentre i vicoli son neri
e ti ricordi solo allora
della tua vera natura
e hai bisogno un po’ di me
per sentirti meno sola
per sentirti una città
che resta sempre un poco accesa (X2)

sei tu la mia città

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