Non sai prepare il caffè alla napoletana? Ecco cosa non deve mancare mai

Sapete riconoscere quando un caffè è buono o meno? Quali sono i trucchi da seguire nella sua preparazione e perché temperatura dell'acqua e tazzina sono importanti? Scopritelo con il nostro articolo.

Caffè e cioccolato hanno un elemento in comune: dei semi dalle proprietà incredibili, ovvero energizzanti e anti stress o depressione. Il caffè in Italia è stato scoperto grazie ai viaggi ma anche grazie ad importazioni fortunate. Nel 1570, a Venezia, città natale di tanti esploratori, vengono portati da un padovano, Prospero Alpino, alcuni sacchi dall’Oriente. La bevanda non fu subito conosciuta da tutti ma solo dai ceti più ricchi, all’inizio il caffè si vendeva nelle farmacie come rimedio medicinale. Poi diventerà bevanda di botteghe nei secoli successivi, soprattutto dal Settecento.

Il caffè, una bevanda che bisogna saper preparare

Quando gli italiani vanno all’estero la prima cosa che cercano è un locale dove si beve un buon caffè, equivale al caffè preparato come in Italia, dove più che una bevanda è un rito, oppure alla napoletana.

- Advertisement -

L’artigianalità diffusa, le macchine da bar moderne oggi sono presenti in tutto il mondo, si riescono a trovare buone caffetterie anche all’estero. Gli esperti però spiegano che al centro di una buona tazzina di caffè ci deve essere il prodotto di qualità, quindi o si opta per marche riconosciute e che utilizzano chicchi di caffè selezionati, oppure si utilizzano direttamente i chicchi freschi e anche di origine sostenibile.

Oltre ai chicchi, tostatura e macinatura

La tostatura è il processo di lavorazione dei chicci di caffè che consiste nel loro arrostimento e anche mescolamento tramite macchinari industriali ad alta o media velocità. Questa operazione tende a tirare fuori il meglio di ogni chicco di caffè in termini di gusto, aromaticità e anche odore.

- Advertisement -

La macinatura farà altrettanto, è l’operazione finale che trasforma i chicchi di caffè nella polvere da inserire nella caffettiera o nel macchinario elettrico, da bar o di casa.

Temperatura dell’acqua: l’elemento più importante

L’acqua troppo calda tende a bruciare i chicchi di caffè o la polvere stessa, l’acqua troppo fredda potrebbe non estrarre dalla macinatura l’aroma e il sapore.

Proprio il calore dell’acqua e la qualità del caffè permettono la fuoriuscita della spuma caratteristica che risalta nel momento in cui si versa la bevanda energizzante nella tazzina. Anche la tazzina dove si serve il caffè ha la sua importanza, i materiali utilizzati sono tanti, partendo dalla porcellana tradizionale.

Bere il caffè alla napoletana nella tazzullella

I napoletani la chiamano la tazzullella e bevono il caffè seguendo un rito ben preciso. Un bicchiere d’acqua prima di berlo, serve a pulire la bocca, rinfrescarla e permettere di assaporare il gusto pieno del caffè senza retrogusti di altri alimenti.

La caffettiera napoletana si chiama cuccumella, viene ancora utilizzata. Le sue origini sono francesi, fu ideata da Morize nel 1819, non si diffuse subito in tutto il nostro paese, nei decenni successivi però precederà la moka moderna in tutte le famiglie nella preparazione del caffè casalingo. Cosa importantissima è non pressare troppo il caffè nella capsula.

Trovate la caffetteria napoletana anche su amazon

Photocredit Amazon
spot_img
Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter