Olimpiadi 2024: ecco il piano per Roma

2024

Il piano per portare le olimpiadi 2014 a Roma ha preso il via. Il Comitato Promotore per Roma 2024 in questi giorni sta girando per i Municipi della Capitale per convincere i dirigenti delle scuole e i rappresentanti delle associazioni sportive. A guidare questa che per molti viene considerata un impresa è il vice presidente del Comitato Olimpico, l’ex Assessore allo Sport del Comune di Roma, Luca Pancalli.

“Le regole per la scelta della città adatta a ospitare l’Olimpiade sono cambiate” ha esordito l’ex presidente del Comitato Olimpico durante l’incontro nel XV Municipio. “Se prima il CIO valutava il progetto nella sua complessità, ora sarà valutato solo l’aspetto sportivo, quindi i luoghi, dove la città possa essere in grado di ospitare le discipline sportive. Ovviamente il sistema dei trasporti deve essere funzionale, che la città risponda a livello partecipativo, che ci siano delle migliorie nella città anche dopo le Olimpiadi. Questa per Roma può essere un’occasione, perché parte con il 70% degli impianti che già esistono e che risalgono ai Giochi del 1960. Su questo punto, che per molti può sembrare un paradosso, può essere un valore aggiunto”.

Loading...

“A questo progetto – dichiara il vice presidente del Comitato Olimpico – hanno dato la loro adesione 366 dirigenti scolastici, perché da subito si è cercato di mettere in moto quel meccanismo in grado di coinvolgere i ragazzi, attraverso dei progetti programmati, che possano togliere dal degrado un’area nella loro zona. In modo che possano prendere coscienza dei valori olimpici e sportivi. Inoltre saranno portati avanti dei progetti che mettano in mostra ai ragazzi i rischi dell’alcool, delle droghe e fumo, attraverso degli incontri con atleti olimpici e paraolimpici. Ai dirigenti scolastici chiederemo collaborazione, idee, prospettando quelle che sono le nostre ipotesi di percorso da realizzare, secondo gli ordini e gradi scolastici, in modo da poter partire con i progetti all’interno delle scuole. Inoltre bisogna stimolare i ragazzi sull’importanza della lingua inglese”.

“In quest’operazione – ha voluto evidenziare l’ex numero uno del Comitato Paraolimpico – il Comune non sta mettendo neanche un euro. Gli unici soldi spesi sono quelli del Coni Servizi. Questa è una grande opportunità per Roma”. “Non è una gara semplice – ammette Pancalli – ma c’è la grande possibilità di giocarsela con Parigi. A gennaio organizzeremo una grande festa dello sport, coinvolgendo tutte le federazioni e l’associazionismo sportivo, chiedendo il sostegno dei campioni del presente e del passato, sia olimpici sia paraolimpici”. “Se a settembre 2017, a Lima, Roma dovesse essere vincitrice, comincerà il vero lavoro. E per la città può essere un’occasione, perché l’evento ti traina nelle cose che devi fare. Inoltre questa candidatura alle Olimpiadi e alle Paraolimpiadi è un’occasione per rendere finalmente accessibile la città ai disabili, seguendo l’esempio di Barcellona nel 1992”. “In questo progetto è trainato tutto il mondo dello sport. Nel momento in cui sarà discusso, si potranno porre i problemi dei campi d’allenamento, delle strutture che le nazionali vorranno utilizzare, delle palestre scolastiche attraverso progetti”.

Sulla scelta delle aree in cui saranno realizzati gli impianti, il Comitato ha individuato tre macroaree:

L’area di Roma nord, comprendente il Foro Italico, lo stadio del nuoto e del tennis, lo Stadio Olimpico, e soprattutto il Flaminio, sperando che qualcuno lo recuperi e individui dei piani economici gestionali. L’Olimpiade sarà l’occasione per recuperare questo impianto. Si è pensato di costruire il Villaggio Olimpico tra la via Flaminia e la Salaria, (aeroporto Urbe- ex deposito Atac) ma l’area non è indicata. Tuttavia si sta pensando di trasformare che quest’area in un parco fluviale, sullo stesso modello di quello di Londra e Berlino. in modo che si possa recuperare l’area dal degrado intorno alla ciclabile che passa per via di Tor di Quinto, e la possibilità di rendere una parte del Tevere navigabile. Nella zona tra Saxa Rubra e la Salaria è ipotizzabile la realizzazione del Media Center, l’area riservata alla stampa sportiva.

Sulla situazione dello stadio Flaminio, Pancalli ha dichiarato che: “Con l’assegnazione dell’Olimpiade, l’impianto sarà risistemato direttamente dal Comitato Olimpico. Il problema però è decidere quale sarà il suo destino dopo i Giochi. Al momento c’è una discussione tra gli assessorati sport e urbanistica, per sapere a chi va la competenza. Bisogna capire quale sarà il progetto che ha in mente Roma Capitale per il dopo Olimpiade”. “Sul Foro Italico – prosegue l’ex Assessore – bisogna trovare un equilibrio tra esigenza di carattere economico-gestionale per far sopravvivere l’impianto e la tutela del patrimonio artistico. Perché solo di sport il Foro Italico non sopravvive. L’Olimpiade sarà l’occasione per delle opere di restauro”.

La seconda area individuata è quella di Tor Vergata, dove sarà realizzato il Villaggio Olimpico. “La scelta di quest’area è stata presa per vari motivi: la zona si può collegare al prolungamento della linea C della Metropolitana, collegandola al secondo polo ospedaliero della città; perché è presente il Policlinico, riducendo i tempi di trasposto degli atleti infortunati. Ma soprattutto possiamo risanare quello scempio causato da Calatrava con i lavori per i Mondiali di nuoto”. Al termine dei giochi, quest’area può essere trasformata in una vera e propria città universitaria, dove saranno realizzate delle abitazioni per gli studenti. Sarà creato un nuovo Palazzetto dello Sport, poiché quello all’EUR è poco capiente, in più sarà creato il velodromo. Tuttavia bisogna decidere se sarà un impianto provvisorio o permanente.

Infine l’area della Nuova Fiera di Roma, che è considerato un paziente comatoso. In questa zona saranno realizzate le strutture, tutte smontabili, utilizzando i padiglioni, che ospiteranno le gare di scherma, tennis, sollevamento pesi, boxe, arti marziali e altre discipline. Esiste la possibilità che vengano disputate ance le gare di Tiro a Volo, poiché ci sono dei dubbi sull’area di Lunghezza.

Sarà valutata la possibilità di far disputare delle gare in aree dal grande valore archeologico, per dare un effetto scenografico agli eventi, come il beach volley al Circo Massimo e il tiro con l’arco sotto l’arco di Costantino. Per gli sport equestri si sta pensando a villa Borghese, ma è più plausibile utilizzare l’area dei Pratoni del Vivaro, a Colli Albani, per la sua vicinanza a Tor Vergata e con il Villaggio Olimpico. In quell’area si svolgerebbero le gare di completo e la mountain bike. Mentre per il salto a ostacoli e il dressage, la FISE vorrebbe l’utilizzo del Flaminio, ma si vorrebbe utilizzare Piazza di Siena per il suo aspetto storico. Per la vela l’area favorita sembra essere la Costa Smeralda, ma viene preso in considerazione anche il tratto tra Santa Marinella e Santa Severa. Escluso il Lido di ostia a causa della scarsità dei venti.