“Mio fratello era un ragazzo che è nato al mare, è vissuto al mare ed è morto vedendo il mare. Non vogliamo vendetta: il nostro obiettivo non è far soffrire la famiglia del ragazzo che l’ha ucciso, perché conosciamo il dolore. Ma vogliamo solo sapere com’è morto mio fratello”, ha detto il fratello di Bondanese.
Romeo è stato brutalmente ucciso a soli 17 anni durante una rissa feroce, il 16 febbraio. Il ragazzo accusato di averlo ucciso è un 16enne di Caserta, accusato di omicidio preterintenzionale: ora si trova agli arresti domiciliari. “Quando ci è arrivata la notizia della scarcerazione ci ha fatto male. Ci siamo detto ‘quindi uno uccide e ritorno a casa’. Ma gli avvocati ci hanno detto che gli inquirenti hanno preso questa decisione per un motivo: non perché quel ragazzo non è colpevole, ma in via precauzionale per poi svolgere al meglio le indagini. E questo ci rasserena. Io, mia madre e mio padre non vogliamo nessuna vendetta. Non vogliamo che la famiglia di quel ragazzo soffra. Vogliamo solo sapere com’è morto mio fratello. A mio parere se uno viene da 100km con un coltello di 10cm in tasca, vuol dire che l’intenzione di uccidere qualcuno c’era“, dice deluso il ragazzo ai microfoni di FanPage.
Romeo è stato circondato da 5/6 ragazzi, non ha avuto tempo di reagire. Risse come quella sono piuttosto frequenti, in quel quartiere, e da tempo gli abitanti chiedono infatti più sicurezza. L’amministrazione ha fatto sapere, pochi giorni dopo la morte di Romeo, che aumenterà i controlli nella zona per evitare che scempi simili si ripetano.











