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Omicidio Montecassiano: segni di effrazione sulla porta. La versione dei familiari

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Rosina Carsetti: segni di effrazine sono stati rinvenuti su una porta. Qualcuno potrebbe dunque essersi davvero introdotto in casa la sera della vigilia.

Inoltre, ritrovato in casa un indumento che potrebbe appartenere al ladro. Secondo quanto dichiarato dai famigliari, le cose quella sera sarebbero andate come di seguito riportiamo.

La sera del 24, il ladro sarebbe entrato dalla porta-finestra della cucina, situata al primo piano della villetta. L’uomo si sarebbe arrampicato fino al primo piano utilizzando una scaletta blu che si trovava nel giardino. Entrato in casa, avrebbe soffocato Rosina per poi legare la figlia ed il marito della donna. Dopo di che avrebbe intimato alla figlia di Rosina di indicargli dove teneva il denaro.

La donna gli indica come luogo la mansarda, l’uomo sale dunque al piano di sopra e dopo aver frugato in cerca dei soldi, li avrebbe infine trovati, presi, e sarebbe dunque fuggito.

Il nipote di Rosina, stando alla versione dei famigliari, non si trovava in casa al momento del furto.

Questa è la versione data dalla famiglia dell’anziana. La procura sta proseguendo nelle sue indagini. Soprattutto, starebbe indagando sui presunti maltrattamenti cui era sottoposta Rosina, che pochi giorni prima della morte si era recata in un centro antiviolenza. Su questo particolare, la famiglia continua a negare qualsiasi tipo di responsabilità, asserendo che Rosina fosse stata plagiata.

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