Oristano, scoperta maxi frode fiscale da 200 milioni 

Aziende cinesi inesistenti create ad hoc per emettere nei loro confronti fatture elettroniche

Sono 19 le persone denunciate dalla guardia di finanza di Oristano. Le autorità competenti hanno scoperto una maxi frode superiore a 200 milioni di euro (con Iva evasa per oltre 37 milioni). Gli indagati avrebbero costituito delle aziende fasulle ad hoc, in modo che venissero emesse nei loro confronti fatture elettroniche e accentrando su di esse il debito Iva. Incassavano il denaro trasferendolo verso l’Oriente e ne facevano perdere ogni traccia. 

Si tratta, infatti, di società gestite da cinesi. In particolare, tra i 19 denunciati ci sono 18 cinesi e un consulente italiano, residente nel centro della Penisola. “Molti dei soggetti economici posti sotto la lente di ingrandimento sono risultati essere ‘cartiere’, di fatto inesistenti, create al solo scopo di emettere fatture elettroniche ed accentrare su di esse il debito Iva derivante dalle operazioni documentate, omettendone la dichiarazione e il conseguente pagamento”, hanno spiegato le Fiamme Gialle. 

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Le società fantasma chiudevano sempre entro due anni

Le società fantasma chiudevano sempre entro due anni, prima che potessero scattare i controlli delle autorità. Nel 2021 le Fiamme gialle di Oristano hanno dato il via agli accertamenti, grazie ai quali hanno scoperto la grande truffa. Secondo le ricostruzioni le operazioni finanziarie hanno interessato i comuni di Prato, Pistoia, Firenze, Roma e Venezia. 

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