“Il paradiso per davvero”, dopo aver stregato l’America arriva in Italia.

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“Heaven is for Real”, delicato ed  emozionante.

Era il 5 marzo del 2003, il piccolo Colton Burpo doveva esser operato urgentemente all’appendice prima ancora di compiere 4 anni. Durante l’operazione i medici perdono il bambino per tre interminabili minuti, gli stessi minuti che daranno poi vita ad un esperienza di pre-morte. Non c’era più niente da fare, una vita cosi piccola spezzata da un male troppo precoce, il ritmo di ogni  singola pagina è incalzante, il padre Todd si rifugiò in una stanzetta per aggrapparsi ai suoi santi mettendoli in dubbio, la madre cercava conforto nelle parole degli amici e in quelle dei parenti.

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Colton era morto clinicamente, passarono uno e poi due minuti, sembra essersi fermato il tempo, la disperazione ed il dolore aveva reso medici e familiari delle statue di cera, ma al terzo minuto si svegliò. Non fu un miracolo, il bambino non era neanche triste, frastornato si, ma sorridente. Dimesso dall’ospedale Colton riuscirà a recuperare velocemente le forze ma non la memoria.

Le immagini che sembravano essere solo vaghi ricordi diventano più nitide con il passar dei giorni, tutto ciò che riusciva a ricordarsi decise di condividerlo con il padre. Questo restava in silenzio ad ascoltarlo, senza interromperlo, aveva paura di poterne influenzare la memoria, con la spontaneità di un bambino disse di aver incontrato  Gesù su “un cavallo dai colori dell’arcobaleno” e gli amici in compagnia del cugino Giovanni. Anche lo Spirito Santo, “un tipo azzurro” e Dio, “che ci vuole veramente bene”. Mese dopo mese, il “viaggio” di Colton iniziò ad assumere un filo conduttore ed una sempre più trasparenza. Narrò dell’incontro con “uno” che sembrava di famiglia ma non sapeva chi era, il padre e la madre decisero di fargli vedere delle foto, riuscì a riconoscerlo, era il bisnonno che non aveva mai conosciuto. Un momento molto forte sarà quando Colton parlò ai genitori di una scena che vide durante il coma, ovvero quello della sorellina che la mamma perse prima che nascesse, senza che nessuno, ovviamente, ne avesse mai parlato con lui.

Colton parlò anche di una grande guerra imminente, che coinvolgerà tutti, del papà che andrà a combattere e di quando lo ha visto invece pregare nella stanzetta. “Heaven is for Real”  più che un libro è un diario contenente il ricordo di una bruttissima ma meravigliosa esperienza. La mano delicata ed evocativa appartiene realmente al padre di Colton, ed il protagonista è realmente il figlio. Il regista Wallace ha voluto mettere in scena questo best seller che ha spopolato negli Usa, dando vita a tutti gli aspetti più struggenti.

La semplicità e la purezza tipica del bambino, si immerge, se pur con poco, con la morte, con il dolore palpabile dei genitori, per poi riemergere con la rinascita di questo e successivamente con lo stupore del ricordo. In quei tre minuti eterni c’è anche una visione del futuro, da interpretare come meglio si voglia, credenti o meno, ad aiutarlo nel trasformare il libro in un film sarà Christopher Parker, Todd Burpo e Lynn Vincent. Il regista ed ancor prima Todd Burpo, saranno i narratori invisibili della vita, dobbiamo apprezzare ciò che abbiamo e trarre fuori da ogni esperienza, bella o brutta che sia, il messaggio che Dio sta cercando di comunicarci. Sono sicuro che una volta usciti dalla sala, vedremmo con occhi diversi la realtà, cercando, come facevamo tanto tempo fa, di sorridere alla vita, “tantissimissimo”.

Lebowski: Cos'è... cos'è; che fa di un uomo un uomo, signor Lebowski? Drugo: Non... non lo so, signore. Lebowski: Essere pronti a fare ciò che è più giusto. A qualunque costo. Non è questo che fa di un uomo un uomo? Drugo: Sì, quello e un paio di testicoli.