Philip Seymour Hoffman, un’altra stella nel firmamento hollywoodiano trovato morto

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New York – 2 febbraio 2014 – E’ stato trovato morto nel bagno del suo appartamento l’attore statunitense Philip Seymour Hoffman, 46 anni, con ancora la siringa conficcata nel braccio sinistro. L’autopsia avvenuta il giorno dopo conferma il decesso avvenuto per overdose di eroina.

Il premio Oscar, infatti, aveva riniziato a fare uso di droghe dopo vent’anni di astinenza e questa è la causa della separazione dalla sua compagna di vita Mimi O’Donnell, costumista conosciuta sul set dell’opera teatrale“We’d All Be Kings” in Arabia Saudita diretta dallo stesso Hoffman, con la quale ha dato alla luce tre splendidi bambini. Nel suo appartamento sono state rinvenute oltre venti siringhe usate e vari farmaci per la pressione sanguigna, il rilassamento muscolare e uno contenente una sostanza per trattare la dipendenza da eroina.

Consolante o no sono stati arrestati quattro spacciatori, tre uomini e una donna, accusati di aver procurato la droga all’attore. I quattro, all’interrogatorio, avrebbero negato il loro coinvolgimento nella vicenda ma continuano le indagini motivate ancor di più dal ritrovamento di duecentocinquanta bustine vuote utilizzate per contenere l’eroina.

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L’attore premio Oscar era ricaduto nel giro della droga già dal periodo delle riprese del suo film “A Most Wanted Man” quando, dopo aver abusato dell’uso di farmaci regolarmente prescritti, ha sentito il bisogno di prendere qualcosa di più forte e maggiormente chimico fino ad arrivare a sfinnare eroina. Ma resosi conto di star ricadendo vertiginosamente nel periodo buio passato nel 1989, decide di farsi curare e per dieci giorni si fa ricoverare in un centro di disintossicazione dove ne esce “pulito” e dopo il quale si precipita sul set del film sopra citato.

A quanto pare la serenità è durata poco e qualcosa nella vita del tanto amato attore ha fatto sì che rientrasse nel giro devastante della droga che lo ha portato infine ad una morte solitaria ed agghiacciante.

I suoi amici e colleghi non riescono a capacitarsi della sua scomparsa e in unanimità esprimono il loro dolore su televisioni e social network ricordandolo come uno dei più grandi attori di una generazione,una bellissima anima troppo sensibile a questo mondo.

Ricordando un suo famosissimo ed acclamato film, “Il dubbio”, è proprio quello che rimarrà a tutti noi, il dubbio sulla sua morte così improvvisa e sui motivi che lo hanno spinto ad un gesto così estremo.

La cosa migliore da  fare in questi casi è ricordarlo in tutti i suoi successi (Premio Oscar come migliore attore per il film “Truman Capote”, Premio Verona Film Festival come migliore attore per il film “Flawless”,Nomination come attore dell’anno al London Critics Circle Film Award, Nomination come migliore attore non protagonista al Premio Golden Globe per il film “Il dubbio”, etc.), in tutti i ruoli interpretati (Il talento di Mr. Ripley, Red Dragon, Truman Capote-A sangue freddo, Ritorno a Cold Mountain, etc.), in tutti i capolavori da lui stesso generati (Jack Goes Boating), come il grande attore e regista cinematografico e teatrale che, questa volta senza dubbio, rimarrà una stella splendente del panorama hollywoodiano e mondiale.

 

Francesca Romana

Nata a Roma il 17/02/1989. Laureata in D.A.M.S, ha lavorato, tra Roma e Milano, in diversi rami dello Spettacolo tra cui produzione, organizzazione, manager artisti, casting, soggettistica cinematografica e teatrale, redazioni giornalistiche ed eventi moda. Tifosa di calcio, per un amore tramandato dalla sua famiglia che adora, segue costantemente la sua squadra del cuore per la quale ha scritto articoli dedicati. Ama il mondo animale e si diverte ad improvvisarsi fotografa usando come modello il suo amato cagnolino. Con il suo compagno Chef sta realizzando un libro culinario su ricette tipicamente romane.