Pillola anticoncezionale: scoperto grave effetto collaterale

Un nuovo studio ha condotto ad una scoperta sconcertante sull'utilizzo della pillola

Arriva dall’America una scoperta sconcertante che riguarda un farmaco di utilizzo comune per migliaia di donne in tutto il mondo, la pillola anticoncezionale. Essa ormai è in circolo da 60 anni, diffusa nelle farmacie ed acquistata come metodo contraccettivo efficace e con pochi effetti collaterali.

Cosa comporta l’utilizzo della pillola?

Tuttavia, un team di ricerca dell’Albert Einstein College of Medicine di New York sembrerebbe aver scoperto che la pillola è causa di restringimento del cervello di chi la utilizza. Lo studio è stato condotto su 50 donne volontarie in buona salute, delle quali 29 non assumevano la pillola e 21 invece si. 

L’esito dello studio ha condotto ad un risultato alquanto sconvolgente. Gli esperti hanno riscontrato, infatti, una “drammatica differenza nelle dimensioni delle strutture cerebrali tra le donne che assumevano contraccettivi orali e quelle che non lo facevano”. Quanto scoperto è stato riportato durante la riunione che si tiene annualmente del   Radiological Society of Nord America (RSNA).  

Quale zona del cervello subisce il restringimento

Secondo gli studiosi, la parte che si deteriora in seguito all’assunzione delle pillole è l’ipotalamo. Si tratta di una importante regione del cervello che produce gli ormoni, responsabile della regolazione dell’appetito, del sonno e dell’umore, ma anche della temperatura corporea e della frequenza cardiaca.

Fortunatamente, sembrerebbe che al restringimento della regione non sia associata alcuna riduzione delle funzionalità. Inoltre tale ricerca è solamente preliminare e si richiedono degli studi più approfonditi per poter dare un effettivo riscontro. Nonostante ciò, il team ritiene che le pillole fino ad ora sono state somministrate con troppa facilità.

Perché nessuno ha mai condotto uno studio sull’ipotalamo fino ad ora?

La risposta data da uno degli autori della ricerca, il dottor Michael L. Lipton, professore di radiologia all’Albert Einstein College of Medicine  è semplice: fino ad ora non c’erano i mezzi adatti per farlo, mentre oggi, con la tecnologia avanzata, è stato possibile condurre la ricerca.