Pirateria: GdF di Venezia blocca sito di streaming illegale

Perquisite 71 persone in 32 province e bloccate 11 carte Postepay

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PhotoCredit: Pixabay

Continua la lotta alla pirateria audiovisiva in Italia e in Europa. Lo streaming illegale è un problema che affligge l’economia italiana da diversi anni. Secondo alcuni rapporti recenti, il danno equivale a circa un miliardo e cento milioni di euro; di conseguenza, sono almeno 5900 i posti di lavoro a rischio. L’ultimo caso di questi giorni, è la chiusura, da parte della Guardia di Finanza di Venezia, di un sito web a cui erano abbonati 65 mila clienti. Le Forze dell’Ordine hanno perquisito 71 persone in 32 province e bloccato 11 carte Postepay.

Pirateria in Italia: ecco cosa succede

Il G.I.P. del Tribunale di Teramo, ha da poco emesso il decreto di sequestro preventivo, eseguito dalla GdF di Venezia, di un sito di streaming che permetteva la visione illegale di TV a pagamento. La Guardia di Finanza ha quindi sequestrato 11 carte Postepay, secondo quanto disposto dalla Procura della Repubblica di Teramo, con l’accusa per reato di illecita diffusione di servizi televisivi criptati tramite internet. In 32 provincie italiane, sono state poi avviate perquisizioni per 71 persone, più due ricevitorie.

Il caso va avanti già dal 2019, con un primo monitoraggio online. Successivamente, è stato individuato il sito attualmente sotto accusa. La piattaforma offriva la possibilità ad utenti privati, di usufruire di abbonamenti a TV e portali a pagamento come Sky, Dazn, Mediaset, etc. Tutto previa registrazione e pagamento su carte Postepay. Erano disponibili almeno 50.000 contenuti di intrattenimento di vario genere, dal cinema, allo sport, e molto altro.

Cosa è emerso dalle indagini

Dalle indagini è emerso che la frode era pianificata su tre livelli: nel primo, 22 persone decriptavano il segnale illecitamente acquisendolo dalle principali piattaforme televisive a pagamento. Queste poi lo diffondevano in rete tramite il sito pirata. Nel secondo livello, 48 rivenditori, ritrasmettevano in streaming i contenuti multimediali ai clienti registrati. Nell’ultimo livello, gli oltre 65.000 clienti finali hanno visionato in chiaro tutti i contenuti multimediali dei canali televisivi a pagamento.

Questo era possibile dopo essersi registrati al sito e versando 10€ al mese su apposite carte Postepay. Le carte erano gestite da 11 persone, che una volta al mese le sostituivano per non farne individuare il titolare. I risultati delle indagini mostrano una somma complessiva accreditata dagli utenti, di un milione di euro all’anno. Il denaro veniva trasferito volta per volta su un conto corrente lituano, oltre che su rapporti bancari in Italia intestati ai gestori delle carte Postepay.