Salute

Più letale del fentanyl: la droga degli anni ’50 che sta tornando e fa paura

Scopri il nuovo farmaco letale che allerta le autorità, proclamato più pericoloso del fentanyl. Informazioni importanti sulla sicurezza pubblica.

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Negli ultimi anni il mondo ha imparato a conoscere il fentanyl come il simbolo della crisi degli oppioidi. Ma ora, una nuova minaccia sta emergendo con una potenza ancora più devastante: i nitazenes, una famiglia di oppioidi sintetici sviluppata negli anni ’50 e mai introdotta sul mercato farmaceutico a causa della sua estrema tossicità.

Oggi queste sostanze, prodotte clandestinamente, si stanno diffondendo rapidamente in diversi continenti, preoccupando governi, forze dell’ordine e medici. I nitazenes, tra cui il protonitazene e l’etonitazepyne, possono essere fino a 40 volte più potenti del fentanyl: un dosaggio invisibile a occhio nudo può risultare letale.

L’allarme internazionale

Le prime avvisaglie sono arrivate dagli Stati Uniti e dall’Australia, dove ricerche sulle acque reflue hanno rilevato tracce di queste sostanze in quantità crescenti. In Australia, le autorità sanitarie hanno parlato di “potenziale disastro sanitario” dopo il sequestro, a Sydney, di oltre due chilogrammi di liquido per sigarette elettroniche adulterato con nitazenes. L’operazione ha portato all’arresto di un ventenne accusato di aver effettuato oltre 1.200 vendite online in appena quattro mesi.

Nel Regno Unito, e in particolare in Scozia, i nitazenes sono stati individuati in circa il 6% delle morti per overdose registrate tra marzo e maggio 2025. Nello stesso periodo, le vittime di droga sono aumentate del 15%, le somministrazioni di naloxone del 45% e i ricoveri in pronto soccorso per casi correlati del 19%. Le autorità scozzesi hanno attivato il programma RADAR, un sistema di allerta precoce che monitora campioni di sostanze sequestrate e acque reflue per individuare in tempo reale nuove droghe sul mercato.

Come si diffondono e perché sono così pericolosi

La pericolosità dei nitazenes non sta solo nella loro potenza estrema, ma anche nella modalità di distribuzione. Queste droghe raramente vengono vendute sotto il loro vero nome: sono invece miscelate con eroina, cocaina, metanfetamine o pillole contraffatte che imitano farmaci da banco o prescrizione come Xanax e OxyContin.

Negli ultimi mesi, sono stati trovati anche in liquidi per sigarette elettroniche e capsule apparentemente innocue. Ciò significa che molti consumatori finiscono per assumere nitazenes senza saperlo, aumentando esponenzialmente il rischio di overdose.

A rendere il quadro ancora più critico, i comuni test tossicologici ospedalieri non sono sempre in grado di rilevarli. Questo ritardo nella diagnosi complica le cure e riduce le possibilità di sopravvivenza, anche quando viene somministrato il naloxone.

Origini e canali di produzione

I nitazenes nacquero nei laboratori chimici europei degli anni ’50 come candidati per nuovi analgesici. Gli studi preclinici, però, ne mostrarono la pericolosità, e le molecole furono accantonate.

Negli ultimi anni, la chimica di sintesi illecita, concentrata soprattutto in alcuni paesi asiatici, ha recuperato le formule originali, creando versioni analoghe e talvolta modificate per eludere le leggi antidroga. La produzione è economica e richiede quantità minime di precursori, mentre il trasporto avviene spesso in piccolissimi lotti inviati via posta, difficili da intercettare.

L’impatto sulla salute pubblica

Il ritorno dei nitazenes sta mettendo sotto pressione i sistemi sanitari. Oltre all’aumento di decessi, i pronto soccorso stanno registrando più casi di intossicazione grave con sintomi di arresto respiratorio, perdita di coscienza e convulsioni.

Le autorità sanitarie raccomandano di ampliare l’accesso al naloxone, il farmaco che può invertire gli effetti di un’overdose da oppioidi, e di formare operatori, familiari e comunità a riconoscere rapidamente i segnali di pericolo. In diversi Paesi sono già in distribuzione kit per il test rapido delle sostanze, utili per individuare la presenza di oppioidi sintetici, anche se non sempre affidabili al 100%.

Risposte istituzionali

Negli Stati Uniti, la Drug Enforcement Administration (DEA) ha inserito diverse varianti di nitazenes nella Categoria I delle sostanze controllate, quella riservata alle droghe senza uso medico riconosciuto e ad alto rischio di abuso. In Australia e Regno Unito, sono in corso campagne informative mirate a scuole e comunità a rischio, insieme a un rafforzamento dei controlli doganali.

In Europa continentale, il tema sta iniziando a emergere nei tavoli di coordinamento delle agenzie antidroga, con la prospettiva di vietare rapidamente ogni nuova molecola della famiglia appena compare sul mercato.

I nitazenes rappresentano una nuova, pericolosa frontiera della crisi degli oppioidi: più potenti del fentanyl, difficili da individuare e spesso assunti inconsapevolmente. Se non si interviene subito con un approccio coordinato che unisca sanità, forze dell’ordine e informazione pubblica, il rischio è di assistere a una nuova ondata di morti, ancora più devastante di quella che il fentanyl ha provocato negli ultimi dieci anni.

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