Banca Popolare di Bari: tutti pronti per il salvataggio

E di nuovo un salvataggio da affrontare

La Banca Popolare di Bari ha ricevuto il via libera da parte del Consiglio dei ministri. Sono bastati 90 minuti, per decide il futuro dell’istituto. E non sono mancate le discordie sul provvedimento. Un copione già visto con le Banche venete, come il caso Carige.

Quali sono i punti del salvataggio della Popolare di Bari?

L’obiettivo è quello di proteggere i risparmiatori. Ma non solo. Ciò che si vuole realizzare è la costituzione di una Banca per il sud. Nel complesso l’intervento dell’esecutivo prevede:

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  • una ricapitalizzazione del medio credito tramite la Società Invitalia;
  • importo che ha un massimale, per il 2020 di 900 milioni;
  • sviluppo della produzione soprattutto nel Mezzogiorno;
  • possibilità di ricorso a partecipazioni di società bancari e finanziarie.

Punti fondamentali che se rispettati dovrebbero diminuire anche il divario produttivo tra il sud e il centro Nord del nostro Paese.

Ma da dove arriveranno i soldi per la Popolare di Bari?

Le risorse necessarie per il salvataggio dell’istituto di credito arriveranno dal Fondo del Ministero per l’economia. A dare una mano anche la Regione Puglia, che interverranno direttamente nel salvataggio. Conte ha chiesto di essere informato delle operazioni che la regione metterà in campo. Inotre ha detto che vaglierà sull’operato dell’intera compagine. Luigi di Maio (leader movimento 5 stelle) così commenta: “Si potra valutare se si poteva fare di pù. Il Presidente del consiglio dei ministri chiederà un’azione di responsabilità, alla Banca d’Italia nei confronti dei vecchi manager che hanno creato buco di bilancio,prestando soldi agli amici degli amici che evidentemente non li hanno restituiti”. Renzi non è d’accordo sul da farsi.

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Le reazioni del mondo politico e non solo

Sembrano favorevole le associazioni dei consumatori che così commentano: “ll decreto varato dal Governo, per la Banca Popolare di Bari, unito al commissariamento, significa che la banca è diventata assolutamente solida perchè la proprietà è dello Stato che, ovviamente, non può ‘fallire'”.

Ma sarà davvero così? La portavoce della commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager così si è espressa:”Prendiamo nota dell’adozione del decreto, siamo in contatto con l’Italia e restiamo pronti a discutere la disponibilità e le condizioni degli strumenti disponibili nell’ambito delle norme Ue“.