Fabrizio Pregliasco è preoccupato. In una intervista a La Stampa ha infatti dichiarato che “L’anno nuovo non promette bene, con questi numeri” e sulla terza ondata ammette: “spero solo non sia un’ondona”.
Poi osserva: “Gli ultimi dati dimostrano la stanchezza del lockdown, ma ora la curva rallenta troppo lentamente per cui è urgente intervenire con nuove misure”.
Dati alla mano, per l’esperto “senza dubbio bisogna continuare in questo modo”. E cioè, zona rossa prolungata anche dopo il 6 gennaio.
Per il professore, “il colore rosso è stato necessario perché a dicembre la popolazione non era abbastanza attenta. Durante le feste è stato concesso qualche strappo, ma pranzi, cene e ritrovi vanno dimenticati fino al vaccino”.
Sulla riapertura delle scuole il virologo sostiene poi che “con l’attuale circolazione del virus le scuole sono pericolose sia per quello che vi succede dentro sia per il traffico che innescano, ma ha senso il tentativo di riaprirle parzialmente per valutare nel tempo gli effetti ed eventualmente ricalibrarsi. Anche perché la scuola ha pari dignità rispetto ai servizi essenziali e ai luoghi di lavoro, che fin qui si è cercato di privilegiare sacrificando invece svaghi e turismo”.
Per Pregliasco, poi, non ci sarebbero problemi di rifornimento dei vaccini “AstraZeneca mi sembra avanti, per cui l’importante è rodare la macchina statale e farsi trovare pronti. I vaccini arriveranno, fermeranno l’infezione, ridurranno le spese sanitarie e riporteranno i turisti a viaggiare. Il vaccino è sicuro e renderlo obbligatorio sarebbe una sconfitta del buon senso. Io ho già preso la prima dose per dimostrare che faccio quello che dico”.











