Nel 2020 sono arrivati a rappresentare una quota pari al 20% degli alimenti finiti nel nostro carello della spesa: un mercato in forte espansione per la Grande distribuzione (Gdo). Si tratta dei prodotti con la marca del distributore, cioè i prodotti venduti dai supermercati col proprio marchio. Il pensiero corre subito ai “pronti in tavola” di Esselunga, al pesto Carrefour o ai sughi Coop.
Alcuni dati possono aiutare a far cogliere la portata di questo mercato: secondo The European House – Fondazione Ambrosetti, il fatturato della Gdo sui propri prodotti nel 2020 ha toccato quota 11,8 miliardi di euro, con un aumento del 9,3% rispetto al 2019. Agli inizi del XXI secolo la quota di mercato degli alimenti venduti col marchio dalla grande distribuzione stentava a superare il 10%: nel 2020 si è giunti invece al 20% e le previsioni dicono che la quota dei prodotti “marchiati” arriverà a sfiorare il 24% entro il 2025.
E adesso il Salvagente, un mensile che si occupa dei test di laboratorio in chiave anti truffa (ai danni del consumatore) ha realizzato e pubblicato una indagine sulla qualità di 38 alimenti “marchiati” arrivando a stabilire una classifica dei migliori supermercati (tanto per i prodotti classici, convenzionali, che per quelli biologici).
L’indagine ha portato a stilare tre classifiche:
– Supermercati
– Linee biologiche
– Discount
Le tre liste sono state create sulla base dei risultati di test di laboratorio eseguiti dal Salvagente nel biennio compreso tra gennaio 2020 e febbraio 2022. Gli alimenti analizzati in laboratorio sono stati 38, mentre 226 le referenze prese in considerazione, per un totale di centinaia di analisi condotte.
«Quest’anno – si può leggere nell’inchiesta – abbiamo introdotto le linee di biologico a marchio della grande distribuzione organizzata. In questa classifica, compare anche NaturaSì, spesso presente nei nostri test, per gli alimenti commercializzati a marchio. I numeri e i giudizi che abbiamo riportato rappresentano una media di quelli presi in considerazione, ovviamente in rapporto ai campioni analizzati».
Quello che non si troverà nella ricerca è qualcosa come un indice di convenienza: sarà ogni consumatore a decidere come e quanto spendere facendo le proprie valutazioni sul rapporto qualità/prezzo. Cioè detto, le fasce di giudizio sei: Eccellente (10-9,1 punti); Ottimo (9-8); Buono (7,9-7); Medio (6,9-6); Mediocre (5,9-4) e Scarso (sotto il 4).
Per venire alle classifiche, tra i supermercati svetta Coop con 7,6 punti, seguita da Conad (7,1) e da Esselunga (6,9) a pari merito con Carrefour. Ultimo posto per Elite Supermercati che chiude la classifica con un punteggio di 6,2 col quale la catena si colloca nella fascia media.
Più alta la qualità nel campo del bio e punteggi di conseguenza più elevati. Qui a primeggiare è NaturaSì con 8,8 punti, seguita al secondo posto da ViviVerde (8,7) e da Esselunga Bio (7,9). Carrefour bio segue con 7,7 punti mentre la linea “Amo essere biologico” di Eurospin si arresta a 7,6.
Si inverte il discorso della qualità nella classifica dei discount con punteggi mediamente un poco più bassi rispetto alle linee bio. Qui a vincere è Md con un punteggio di 7, la seconda piazza va Todis (6,8) e in terza posizione c’è Eurospin (6,4). Quarto posto per Lidl (5,9) punti, unica catena a scendere sotto i 6 punti.
La ricerca, che ha preso in considerazione solo la qualità e non il costo – ovvero i prezzi – degli alimenti, mette in luce come i consumatori italiani non credano all’equazione prodotti più costosi = prodotti di qualità. Se così fosse, fa osservare il Salvagente, «sarebbe difficile spiegare altrimenti il successo della marca del supermercato che garantisce una media prezzo del 15% inferiore alla media dei prodotti analoghi e ancor di più la crescita degli acquisti nei discount, dove lo sconto è anche superiore».











