Reddito di cittadinanza: chi potrà rifiutare di andare a lavorare, ecco la lista

L’otto gennaio del 2020 sancisce il via alla seconda fase del reddito di cittadinanza, manovra cara al MoVimento 5 Stelle


Mercoledì è ufficialmente iniziata la seconda fase del Reddito di Cittadinanza, la discussa manovra voluta a tutti i costi dal MoVimento 5 Stelle.

La fase in questione coinvolgerà in pieno le amministrazioni locali, ovvero quelle più vicini al cittadino in ossequio al principio di sussidiarietà. Dalla data in questione i soggetti che hanno percepito il sussidio (il famoso reddito di cittadinanza) saranno chiamati ad offrire la propria prestazione lavorativa presso i vari comuni. I soggetti lavoratori saranno coinvolti nei cosiddetti Progetti di Pubblica Utilità (PUC). 

Cosa fare per non perdere il reddito di cittadinanza?

I soggetti destinatari del reddito di cittadinanza, in cambio del sussidio economico in questione, sono chiamati a sottoscrivere il PUC per la famosa inclusione sociale. Il reddito di cittadinanza si basa sostanzialmente sul principio del “do ut des”. 

I centri per l’impiego a loro volta hanno l’obbligo di formare professionalmente chi è in possesso della card “reddito di cittadinanza”.

Il suddetto sussidio infatti non vuole essere infatti un “regalo” riconosciuto ai disoccupati, a contrario, è una manovra volta a introdurre nel mercato i soggetti disoccupati per creare una maggiore occupazione

Coinvolgimento dei Comuni

La seconda fase del reddito coinvolge i Comuni, che potranno chiamare i cittadini possessori del Reddito di cittadinanza per impegnarli in progetti e lavori di pubblica utilità. Questa è sicuramente una prospettiva interessante, sostanzialmente il Governo cerca di creare lavoro offrendo servizi di pubblica utilità affinché i soggetti beneficiari del reddito possano compensare ciò che percepiscono. Il tutto offrendo servizi di pubblica utilità, un approccio solidaristico che non deve essere sottaciuto ne misconosciuto. 

Lista di chi potrà rifiutare di andare a lavorare perché esonerati

Ci sono determinate categorie di soggetti che sono esonerati dalla seconda fase del Reddito di cittadinanza, quali sono:

  • i lavoratori con reddito da lavoro autonomo superiore a 4.800 euro e dipendente superiore a 8.145 euro;
  • gli over 65 che sono beneficiari della pensione di cittadinanza;
  • I disabili;
  • i componenti del nucleo familiare che si prendono cura di disabili gravi o non autosufficienti, bambini piccoli (fino a tre anni);
  • gli studenti;
  • le persone che seguono corsi di formazione finalizzati all’ottenimento di una qualifica o un diploma professionale.