Reddito di cittadinanza, previsto il sequestro della carta, chi rischia?

Il sequestro della carta preventiva del reddito di cittadinanza è stato annunciato tramite una sentenza della Cassazione del 10 febbraio 2020

Nuove misure arrivano per il reddito di cittadinanza ovvero il sequestro della carta. A stabilirlo è stata la cassazione con una sentenza (n. 5290) del 10 febbraio 2020  che punisce chi ha fatto il furbo ancora prima di arrivare al procedimento penale.

Reddito di cittadinanza: sequestro della carta

I controlli delle Fiamme Gialle insieme all’Inps, all’ispettorato del lavoro e all’Agenzia delle Entrate hanno permesso di scovare molti furbetti i quali percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza. Beneficiari che avevano omesso informazioni sul proprio patrimonio, dichiarato il falso con debiti o lavoro in nero.

La Guardia di Finanza sta effettuando nuovi controlli in particolare sulle aziende che hanno effettuato licenziamenti da giugno 2017 a marzo 2019, quando la misura del reddito di cittadinanza è entrata effettivamente in vigore. Sembra che le aziende tramite un accordo con i lavoratori abbiano proceduto ad effettuare licenziamenti fittizi in modo da far lavorare in nero i lavoratori garantendo il reddito di cittadinanza a tutto vantaggio suo e dell’azienda stessa.

Reddito di cittadinanza, sequestro carta chi rischia?

Il reddito di cittadinanza ha delle regole molto ferree e chi non le rispetta, anche se solo sospettato, ottiene il sequestro della carta. Ma chi rischia? il sequestro della carta come stabilisce la sentenza non riguarda solo le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e lavorano in nero ma anche chi dimentica o omette le informazioni sulla propria situazione patrimoniale. Questo vale anche a chi non supera  i 9.360 euro annui, il limite massimo per ottenere il reddito di cittadinanza.

La Cassazione ha dichiarato che “ il sequestro preventivo della carta reddito di cittadinanza, nel caso di false indicazioni od omissioni di informazioni dovute, anche parziali, da parte del richiedente, può essere disposto anche indipendentemente dall’accertamento dell’effettiva sussistenza delle condizioni per l’ammissione al beneficio”.

Reddito di cittadinanza, cosa si rischia?

Sono previste pene severe per chi non dichiara o dimentica di aggiornare la propria situazione economica. Ecco nel dettaglio:

  • pena detentiva da 2 a 6 anni: per l’utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere e omissioni informazioni dovute in fase di presentazione della domanda;
  • reclusione in carcere da 1 a 3 anni; per mancata comunicazione della variazione della situazione patrimoniale anche se ci sono attività irregolari e dopo che è stato percepito il reddito di cittadinanza.

Casi come quest’ultimo fanno scattare immediatamente il sequestro della carta, inoltre in caso di condanna definitiva vi è la decadenza del reddito e la restituzione di quanto percepito furtivamente.