Sul fronte della riapertura delle scuole, le Regioni continuano a non trovare un accordo unitario. E le Marche fanno dietrofront.
Emanuele Prisco, deputato FDI, ha commentato di essere ben d’accordo con la scelta del presidente della Regione Francesco Acquaroli di ritardare la riapertura, definendola una scelta “dolorosa ma necessaria” e aggiunge che il presidente non avrebbe potuto “d’altronde, fare diversamente visto che da parte del Governo non c’è ancora alcuna chiarezza su quale sarà la divisione in fasce delle Regioni dopo le festività né quali saranno le regole per i cittadini“.
Poi aggiunge: “In questo clima di totale incertezza, troppo grande era il rischio della riapertura delle scuole di fronte alla possibilità che le Marche diventino ‘arancioni’ o peggio ‘rosse’ fra pochi giorni e aggravare ulteriormente la situazione, per consentire di far fare agli studenti delle superiori tre giorni di didattica in presenza, peraltro fortemente limitata dalla capienza massima del 50%. Nel frattempo a 48 ore ancora non si sa che cosa dovranno fare i nostri ragazzi. Sembrerebbe che il Governo ora abbia rimandato la riapertura all’11 gennaio, prendendo ancora una volta tempo, dopo aver promesso ristori che non sono arrivati e aver cercato di scaricare sui governi regionali i ritardi nelle vaccinazioni. Come ha ben detto il governatore Acquaroli, occorre chiarezza da parte del Governo che invece continua a litigare sulla pelle degli italiani“.











