Ricercatore italiano guida lo studio di un catalizzatore che trasforma l’anidride carbonica in carburante

Nuovo studio effettuato dai ricercatori dell‘università di Stanford per creare carburante dall’anidride carbonica

Ricercatore italiano guida lo studio di un catalizzatore che trasforma l'anidride carbonica in carburante

Un nuovo studio effettuato dai ricercatori e ingegneri della Stanford University ha scoperto qualcosa di davvero sensazionale!

Stiamo parlando della possibilità di immagazzinare l’anidride carbonica emessa dai tubi di scarico delle auto per produrre combustibile naturale, si consideri il propano ad esempio. Con tale metodo è possibile risolvere molte problematiche che in questi anni attanagliano il nostro pianeta su scala globale, ad esempio l’inquinamento e il riscaldamento globale, nonché la scarsità di risorse energetiche.

Procedimento per produrre carburante, guida lo studio Matteo Cargnello


Uno dei principali fautori della ricerca in questione è un Italiano, Matteo Cargnello, assistente professore ad ingegneria chimica alla prestigiosa università di Stanford. Per produrre il carburante dall’anidride carbonica è necessario rispettare due fasi fondamentali: il primo step è ridurre l’anidride carbonica in monossido di carbonio, successivamente è necessario combinare tale elemento con l’idrogeno. Attraverso questo metodo è possibile produrre metano, etano, propano e butano. Tutti composti che vengono utilizzati in svariati campo: l’etano si utilizza per produrre l’etilene, necessario per produrre la plastica, il propano invece viene utilizzato nelle abitazioni per il gas, il butano invece è presente negli accendini e nelle stufe fa campo.

Cargnello ha completamente innovato tale procedura, l’idea è quella di unire in un’unica fase i due passaggi appena illustrati. Il professore, per poter attuare la sua idea, ha progettato, insieme ad un team di esperti, un catalizzatore che possa rimuovere simultaneamente la molecola di ossigeno dalla CO 2 e combinarla con l’idrogeno. Tale procedimento è sicuramente più efficiente rispetto a quello utilizzato prima.

Una volta testato il nuovo catalizzatore, dopo un discreto lasso di tempo necessario per eseguire il progetto, il gruppo di esperti ha felicemente constatato che la resa per  carburanti (butano, propano) è molto più elevata rispetto al precedente catalizzatore. Ovviamente gli esperti hanno innanzi a de nuove sfide impegnative e obiettivi da perseguire. Essi vorrebbero innanzitutto eliminare l’uso di metalli nobili come il Rutenio. Altro passo da fare è l’ottimizzazione del catalizzatore per poter produrre in modo selettivo i carburanti specifici.

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