Rifiuti di plastica, una nuova tecnologia al microonde per scomporli

Una nuova tecnologia per i rifiuti di plastica. Potrebbe rivelarsi fondamentale per combattere l'inquinamento

Rifiuti di plastica

Una recente ricerca ha scoperto un modo facile ed innovativo per disfarsi dei rifiuti di plastica. Ormai quello dell’inquinamento è un problema che sta diventando insostenibile. Riguarda tutti, sia le popolazioni attuali che le generazioni future. Anzi, andrà ad aggravarsi sempre di più.

La plastica è fondamentale per un individuo?

Una persona annualmente produce in media 130 kg di plastica ogni anno. Inoltre i danni per l’ambiente sono devastanti, sia per la flora che per la fauna, in particolare quella acquatica. Molti dei rifiuti in plastica, infatti, finiscono in mare.

Purtroppo, però, la plastica è un materiale che ha miliardi di utilizzi ed attualmente appare fondamentale per un individuo. Si pensi a tutti gli involucri, gli imballaggi. La plastica è un materiale leggero e versatile.

Molti interventi legislativi, nonché azioni promosse dalle multinazionali, si sono battute per ridurre lo spreco. Si pensi alle norme europee contro i cotton-fioc e le cannucce usa e getta. Queste ultime, in Italia, sono ancora reperibili in commercio, ma molte aziende (come ad esempio McDonald’s) già le hanno bandite.

Una nuova tecnologia per scomporre la plastica

La tecnologia, fortunatamente, sembra far passi da gigante anche nella lotta all’inquinamento. Il professor Mohan Jacob, della James Cook University, sta sviluppando un metodo per scomporre i rifiuti utilizzando il calore sviluppato da un microonde.

Tali rifiuti di plastica, attraverso questa modalità di scomposizione, verrebbero convertiti in biochar. Per biochar si intende un materiale carbonioso ottenuto per degradazione termica pirolisi di biomassa sia di origine animale che vegetale. In questo caso potrebbe essere ottenuto dalla plastica e utilizzato come ammendante.

Se questa tecnologia riuscisse davvero a risolvere i problemi dovuti all’utilizzo della plastica, di sicuro sarebbe un grande traguardo per l’intera umanità e per gli animali che popolano i fondali, come le tartarughe marine, delfini, ecc.

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