Rin – Tin – Tin, sessant’anni fa sbarcava in Italia il telefilm

rusty

Ricordate il mitico telefilm “Le avventure di Rin – Tin – Rin”? Domani, martedì 5 aprile 2016, saranno sessant’anni dalla sua prima trasmissione in Italia. Mandato in onda per la prima volta in bianco e nero dalla rete televisiva americana ABC tra il 15 ottobre 1954 e l’agosto del 1959, e visto il grande successo replicato fino a metà degli anni Ottanta, sbarcò nel nostro Paese proprio il 5 aprile 1956 sulla rete RAI, l’unica rete dell’epoca. Il telefilm – del quale esiste anche una versione a colori – venne trasmesso fino al 2008 nel palinsesto pomeridiano estivo di Rete 4. La sigla, intitolata “La canzone di Rin – Tin – Tin”, era cantata dal gruppo “Le Mele Verdi”, un coro di bambine attivo fino al 1987 con musiche per bambini e sigle televisive.

Ambientato nel Far West, “Le avventure di Rin – Tin – Tin” aveva come protagonisti appunto un Pastore Tedesco con questo nome ed il suo padroncino, l’orfano Rusty, interpretato dall’attore Lee Aaker (25 settembre 1943). I genitori di Rusty furono uccisi dagli indiani e il bambino venne salvato dai soldati a stelle e strisce e cresciuto da loro nel Forte Apache, dove divenne caporale. Se la storia aveva sostanzialmente un’impronta ideologica contro i nativi americani, era comunque caratterizzata da una sana morale da insegnare ai più piccoli. Gli antagonisti erano malviventi di vario genere e venivano contrastati, oltre che da Rusty e da Rin Tin Tin, da soldati come il bel Tenente Ripley Masters (Tenente Rip), dal simpatico Sergente Aloysius O’Hara e dal Caporale Randy Boone.

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Il protagonista del telefilm era un Pastore Tedesco nato nel 1949 e chiamato davvero Rin Tin Tin; per la precisione il suo nome era Rin – Tin – Tin IV, essendo lui il quarto membro di una dinastia di cani – attori omonimi.

Il primo Rin – Tin – Tin era nato in Lorena, in Francia, nel settembre 1918. Iniziò a “recitare” nel 1922 e il suo ultimo film è datato 1931, l’anno precedente alla morte del cane. L’animale era talmente amato, che gli venne dedicato anche un fumetto.

Si dice che fosse stato salvato da un soldato americano di nome Lee Duncan, che l’aveva trovato in ciò che rimaneva di un canile lorenese bombardato poco prima della fine della Prima Guerra Mondiale. Era l’unico sopravvissuto di una cucciolata insieme alla sorella, che venne chiamata Nanette. I due cagnolini furono portati a Los Angeles e Rin – Tin – Tin rimase con Duncan, mentre Nanette fu adottata da un conoscente di quest’ultimo ma morì di malattia poco dopo il suo arrivo negli Stati Uniti.

Rinty venne altamente addestrato dal suo proprietario e successivamente notato da un produttore cinematografico, Darryll F. Zanuck, che lo avviò alla carriera di attore, durante la quale affiancò anche una stella del cinema muto, Claire Adams.

Tornato in Francia, morì all’età di 14 anni il 10 agosto del 1932 e venne sepolto nel sobborgo parigino di Asnières, nel giardino di una villa lungo la Senna trasformato nel 1899 in un cimitero per cani e altri animali domestici.

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).