Cronaca
Roberta Siragusa: le ore prima del delitto

Pian piano vengono a incasellarsi gli ultimi istanti di vita di Roberta Siragusa, anche se ai pezzi del puzzle mancano ancora dei tasselli.
Quella sera Pietro e Roberta avevano cenato insieme a casa della ragazzina, ma Pietro, che non aveva fame, avrebbe mangiato la pizza più tardi da solo, poco prima di uscire per andare a una festa a casa di amici. Come noto, la Sicilia in quei giorni era in zona rossa ed era vietato uscire. Ma i due ragazzini si recano comunque a questa festa; Roberta avvisa i genitori che sarebbe tornata entro l’1: erano le 23:15.
Pietro e Roberta escono, vanno a casa di amici. Litigano, Roberta manda alcuni messaggi a un suo amico nell’arco temporale che va dall’1 alle 2 del mattino. Si scambiano alcuni messaggi, lei comunica all’amico l’intenzione di Pietro di appartarsi ma si mostra riluttante “Vediamo che vuole questo“, gli dice. Poi: “Torno tra mezz’ora, non di più”. Poi il giovane alle 2:30 le scrive di chiamarlo per qualsiasi evenienza: non riceverà più nessuna risposta da Roberta.
Sono le 6:30 del mattino, la mamma di Roberta si alza per recarsi a lavoro e si accorge che la figlia non è rincasata. Chiama Pietro, prima non riceve risposta, poi riesce a rintracciarlo e Pietro le dice di averla lasciata a casa alle 2.
Tutti si mettono alla ricerca di Roberta: sono le 8. Ma Pietro, raccontano gli amici, sembra disinteressato, come se la cosa non lo riguardasse.
Sono le 9:30 quando Pietro, accompagnato dai genitori e un avvocato, calca le porte del commissariato: “È successa una cosa grave”, dice il padre di Pietro ai militari. E conducono le forze dell’ordine nel luogo in cui si trova Roberta.
Il resto della storia, purtroppo, lo conosciamo già.









