Roma Jazz Festival fino al 1° Dicembre

la capitale ospiterà per un mese un grande evento legato al genere musicale più raffinato di sempre.

Uno dei generi musicali più raffinati al mondo, il jazz, scende in piazza fino ai primi del mese di dicembre per ‘protestare’ contro la creazione di muri, divisioni e sentimenti discriminatori. ”No borders.Migration and integration” è il titolo dell’edizione 2019 del Roma Jazz Festival, la numero 43, che ospiterà in vari luoghi della capitale 21 concerti. Dall‘Auditorium Parco della Musica, passando dalla Casa del Jazz all’Alcatraz, dal 1 novembre al 1 dicembre, sarà possibile assistere a momenti musicali unici.

Il Festival dell’Integrazione

Il direttore della manifestazione – Mario Ciampà – ha dichiarato che anche l’affrontare tematiche sensibili legate alla società e alla politica è una giusta soluzione per placare gli animi dell’attuale periodo storico. Il jazz, in tal senso, è un movimento cultural-musicale nato proprio dal fenomeno immigratorio e alla conseguente integrazione da parte di coloro che si sono mossi verso le Americhe. Grazie alle note è stato possibile rivendicare i tanto amati ‘Human Rights‘ in anni in cui la tolleranza era davvero ai minimi storici.

Gli Artisti che parteciperanno

Gli artisti che calcheranno i palchi saranno sia le icone della storia del jazz internazionale – quali Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner e Gary Bartz – che le nuove promesse cui Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong. Una folta presenza è dedicata anche alle donne come Dianne Reeves e Carmen Souza al fianco dei talenti più recenti come Linda May Han Oh, Elina Duni e Federica Michisanti e molti altri.

Uno dei momenti imperdibili sarà il tributo a Leonard Bernstein di Gabriele Coen e il Pantheon Jazz di Roberto Ottaviano. La tematica relativa all’abbattimento delle barriere sarà espresso da Alfredo Pirri con una struttura che dividerà in due la Cavea.

L’amministratore Delegato di Fondazione Musica per Roma si esprime così in merito alla manifestazione: “Continuiamo a lavorare per una Roma che sia sempre di più capitale mondiale della musica. La decisione di portare la manifestazione in più luoghi ha l’obiettivo di raggiungere diverse fasce di pubblico”-

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell'Occidente e dell'Oriente - Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parlo correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico.Da sempre sostenitrice dell'arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano 'La Sicilia'. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto.Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo e si occupa di Digital Marketing e Traduzioni.
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