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Ruffini: recuperabili 100 miliardi dai debiti fiscali

Secondo Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, è possibile recuperare un decimo dei vecchi debiti fiscali. A prima vista, questa espressione può far pensare ad un recupero di pochi soldi e di minima importanza per il panorama economico italiano, ma non è così. Secondo stime e calcoli precisi, il “decimo” a cui si riferisce Ruffini vale, in realtà, 100 miliardi di euro. Insomma, dai vecchi debiti fiscali, pare siano recuperabili 100 miliardi, una cifra tutt’altro che minima.

Il totale dei vecchi debiti ammonta oggi a circa 950 miliardi. Per la maggior parte, si tratta di soldi non recuperabili e dovuti a fallimenti di aziende, chiusure di attività economiche e persone decedute. Secondo Ruffini, questi sono debiti che devono essere considerati dei “dati di fatto” impossibili da mutare. Probabilmente, se L’agenzia delle Entrate si scrollasse di dosso il peso di queste vecchie pratiche, lavorerebbe meglio.

Recuperabili 100 miliardi dalla vecchia fiscalità

Secondo Ruffini, la tragedia del coronavirus “ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. In Italia fra evasione fiscale e contributiva si perdono per strada più di 100 miliardi l’ anno. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti“. Pertanto, secondo il Presidente, non siamo nelle condizioni di sprecare la tragedia del Coronavirus, che è costata e costerà la chiusura di molte attività artigiane, come confermano i rapporti della Cgia di Mestre, ma dobbiamo sfruttarla. Come?

Bisognerebbe riordinare le norme esistenti, eliminare quelle inutili, raccogliere le sette-ottocento leggi e decreti in materia tributaria, magari attraverso un testo unico. Una volta fatto questo, si può passare ad una vera riforma: l’ ultima risale ormai a cinquant’ anni fa” sostiene Ruffini.

Nel frattempo, L’Agenzia delle Entrate ricorda che tutte le scadenze fiscali di maggio sono state spostate fra fine giugno e settembre e al momento “non sono previste” altre proroghe. Mentre, i contributi a fondo perduto per le aziende con un giro d’ affari inferiore ai cinque milioni, saranno versati dall’Agenzia dell’Entrate “entro fine giugno, con bonifico bancario”.

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