Salvare lo smartphone caduto in acqua, ecco come fare

Alcuni consigli per recuperare lo smartphone danneggiato dall'acqua

Smartphone acqua
Guida cellulare caduto in acqua photocredit pixabay

Può sembrare strano eppure capita quasi di frequente che uno smartphone possa cadere in acqua, o bagnarsi per colpa di un bicchiere rovesciato sul tavolo. Se prima il metodo più conosciuto era quello di infilarlo in un sacchetto pieno di riso, oggi questa pratica è poco più che un mito da sfatare, poiché non ci sono prove scientifiche che ne sostengano l’efficacia. Inoltre, i telefoni di oggi, come i Samsung e gli Apple, sono realizzati per resistere all’acqua, con materiali impermeabili, quindi, non si corrono più rischi particolarmente gravi. C’è bisogno comunque di qualche precauzione da prendere quando si tratta di salvare lo smartphone caduto accidentalmente in acqua. Ecco una mini guida con alcune indicazioni utili.

Cosa sapere per salvare lo smartphone dall’acqua

Se avete uno smartphone impermeabile potete stare certamente più tranquilli. Ma come sapere se lo è? Prima di tutto, sarà resistente all’acqua se è stato realizzato da meno di due anni. Potete scoprirlo leggendo le specifiche tecniche sul sito del produttore, oppure cercando online, inserendo il nome dello smartphone seguito dalle parole “waterproof” oppure dai codici IP67, IP68 e IP69. Se nelle specifiche del telefono compare uno di questi codici, allora sicuramente resisterà ad una caduta in acqua, o al versamento di una bevanda.

Ma che significato hanno questi codici? Ecco, brevemente la classificazione in base al grado di protezione che offre lo smartphone. I codici sono basati sullo standard internazionale IEC 60529, stabilito dalla Commissione elettrotecnica internazionale. Bisogna ricordare però, che questi codici definiscono semplicemente un tempo limite entro il quale lo smartphone garantisce l’isolamento dall’acqua.

  • IP67: sono modelli più datati con un grado di protezione e resistenza a un’immersione fino a 1 metro e per circa 30 minuti.
  • IP68: smartphone è “a tenuta di polvere” e che ha una protezione “da immersione permanente” a oltre 1 metro di profondità (oltre i 3 metri) per almeno 30 minuti.
  • IP69: smartphone “a tenuta di polvere” e un grado maggiore di protezione dall’acqua a temperatura e pressione più intense rispetto al livello di protezione IP68.

Quali sono gli smartphone con codici IP67 e IP68

Tra i telefoni in circolazione, gli Apple, i Samsung, gli Huawei e i Google, sono provvisti di questi codici. Di seguito, l’elenco dei modelli:

Apple

  • IP68: iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max, iPhone 11, iPhone XS e iPhone XS Max
  • IP67: iPhone SE, iPhone XR, iPhone X, iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone 7 e iPhone 7 Plus

Samsung

  • IP68: tutti i modelli Galaxy S20 e S10
  • IP67: i modelli della serie S5 (2014)

Huawei

IP68: Huawei P30 Pro e Huawei P40 Pro.

Google

  • IP68: Pixel 4 e Pixel 3
  • IP67: Pixel 2

Soluzioni per recuperare uno smartphone danneggiato dall’acqua

Per gli smartphone IP68 e IP69 una caduta in acqua non è un grave problema. Se dovesse accadere, la prima cosa da fare è recuperare subito il telefono, tenerlo in posizione verticale e scuoterlo delicatamente con l’altra mano, per far fluire l’acqua verso l’esterno. Bisogna poi tenerlo per qualche ora in un ambiente arieggiato, oppure davanti un ventilatore. Importante è non collegare accessori di nessun tipo fino all’asciugatura completa. Mai utilizzare cotton fioc, carta assorbente o altro, per evitare di danneggiare i contatti o la pellicola protettiva. Evitare l’uso di aria calda e del phon.

Nel caso in cui lo smartphone cada in altri liquidi (ad esempio, nel WC o in piscina), o venga a contatto con bevande diverse dall’acqua (ad esempio, il thè), va risciacquato immediatamente sotto l’acqua del rubinetto, sfregato con un panno umido e morbido e lasciato asciugare all’aria.

Nello sfortunato caso in cui non si possegga uno smartphone impermeabile, i produttori consigliano solitamente, di spegnere il dispositivo, rimuovere la SIM e la batteria, se possibile. Successivamente, tenetelo verticalmente e attendere mezza giornata e provare ad accenderlo nuovamente per verificarne il funzionamento.