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Scadenza rate con la Rottamazione-ter: ecco in quale caso si ha qualche giorno in più

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, scrive l’Agenzia Riscossione Entrate nella sua homepage, ha comunicato che è in corso di redazione il provvedimento per differire il termine di pagamento delle rate della Rottamazione-ter. Al momento è stato fissato ed è rimasto al 1 marzo 2021, con una nuova manovra e forse l’arrivo del DL Sostegno ora chiamato anche DL Indennizzo, si potrebbe arrivare ad un ulteriore aiuto per i contribuenti in difficoltà nell’assolvere i debiti fiscali.

Nella nota Mef si legge che il provvedimento in elaborazione definirà non solo la Rottamazione-ter ma anche il saldo e stralcio delle cartelle. Vediamo adesso che cosa si prevede per la scadenza delle rate 2020 e per la prima rata debiti 2021.

Scadenza delle rate 2020, ecco cosa può fare chi non rientra nelle possibilità offerte dal provvedimento

Lo scopo del provvedimento del Mef sulle scadenze di marzo è quella di dare maggiore flessibilità nei pagamenti per i contribuenti in difficoltà a causa del Covid. La Rottamazione-ter dal 2018 dà la possibilità di non pagare multe e more su pagamenti scaduti ma a determinate condizioni: piano di rateizzazione, pagamento regolare dei debiti, eccetera.

Il Decreto Ristori premiava coloro che erano in regola nei versamenti delle rate del 2019 con un differimento al 1 marzo 2021 per tutte le rate in scadenza nel 2020. Non sono stati aggiunti però i cinque giorni di tolleranza previsti da una legge del decreto numero 119 del 2018.

Chi non può usufruire di questo vantaggio, ad esempio chi ha cartelle scadute e non pagate nel 2019, oppure chi è in difficoltà a pagare i debiti del 2020 nonostante il differimento, l’Agenzia delle riscossioni apre la possibilità di richiedere la rateizzazione delle somme come previsto dal precedente Decreto Rilancio.

Scadenza delle rata 2021, la nuova scadenza prevede cinque giorni di tolleranza ma fino all’8 marzo

L’Agenzia fa sapere che al 1 marzo scade anche il termine per il versamento della prima rata dell’anno in corso secondo il piano di pagamenti concordato. I contribuenti oltre alle rate in sospeso devono occuparsi dei debiti nuovi da assolvere oppure che si generano fiscalmente.

A differenza dei debiti precedenti che abbiamo visto, questo nuovo pagamento prevede un tempo di flessibilità, ovvero i cinque giorni di tolleranza. Si ha tempo fino all’8 marzo (lunedì prossimo), la domenica fa slittare di un giorno la scadenza un po’ come è successo alle rate Imu di cui vi abbiamo parlato tempo fa.

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