Scienza

Scarafaggi: sempre più immuni ai pesticidi

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Un nuovo studio – condotto da ricercatori della Purdue University, Indiana – sembra delineare un futuro tutt’altro che roseo nell’eterna lotta tra uomo e scarafaggio.

Come affermato nel relativo articolo – pubblicato su Scientific Reports – questi insetti potrebbero diventare quasi immuni ai pesticidi attualmente in uso. Per tale ragione, è necessario iniziare lo sviluppo di sistemi più complessi ed efficaci per tenerne sotto controllo le popolazioni.

Resistente come uno scarafaggio

Gli scarafaggi sono insetti imparentati con le termiti, appartenenti all’ordine Blattodea. I più antichi resti attribuiti a tali animali risalgono a oltre 140 milioni di anni fa (Cretaceo), anche se alcuni studiosi ritengono che abbiano avuto origine ben 160 milioni di anni prima (nel Carbonifero).

Questi insetti sono generalmente onnivori e molte specie ospitano nel proprio intestino batteri che producono enzimi in grado di digerire la cellulosa. Di conseguenza, possono nutrirsi di una gran varietà di alimenti, come la carta o altri insetti.

Gli scarafaggi tendono a vivere in gruppi e alcune specie, come la Blattella germanica, mostrano un elevato grado di socialità. Infatti, questo insetto rilascia feromoni nelle feci che indicano agli altri esemplari la posizione dei loro simili, oppure la presenza di cibo.

La notevole fama degli scarafaggi è dovuta alla loro capacità di sopravvivere in condizioni estremamente difficili. Vari esperimenti hanno dimostrato che alcune specie possono tollerare la mancanza di cibo per più di un mese, “trattenere il fiato” per 45 minuti e resistere a temperature inferiori a -120 °C. Nemmeno la decapitazione li ferma, infatti un individuo può sopravvivere anche una settimana senza testa.

Grazie alla loro resilienza e adattabilità, gli scarafaggi si sono diffusi in tutto il mondo e si possono trovare in numerosi habitat, incluse le città. Qui, sono considerati animali fastidiosi e infestanti: delle vere e proprie piaghe.

In realtà, delle oltre 4600 specie esistenti, solo 4 sono identificate come pest: organismi dannosi per gli esseri umani, direttamente (ad esempio, trasmettendo malattie) o indirettamente (ad esempio, compromettendo le coltivazioni).

Tra queste, una delle più comuni è la Blattella germanica, la quale tende a vivere a stretto contatto con le persone. Essa, è portatrice di pericolosi patogeni (come la Salmonella) e può indurre reazioni asmatiche.

L’inefficacia dei pesticidi

Nonostante i numerosi sistemi sviluppati per eliminarli – dai pesticidi alle trappole – gli scarafaggi si sono dimostrati estremamente resistenti e capaci di adattarsi alle armi dell’uomo. Ma non è tutto: secondo un recente studio, la situazione potrebbe peggiorare ancora.

I ricercatori hanno esposto alcune popolazioni di B. germanica – localizzate in edifici di Danville (Illinois) e Indianapolis (Indiana) – a insetticidi, per circa 6 mesi.

Gli insetti sono stati suddivisi in tre gruppi, di cui uno è stato trattato con un unico composto, un altro con una combinazione di due pesticidi, e l’ultimo con tre differenti sostanze, alternate per due cicli di tre mesi.

I risultati sono stati a dir poco preoccupanti. Non solo gli insetticidi si sono dimostrati generalmente inefficaci, ma il numero di scarafaggi è, in certi casi, aumentato. Perfino l’alternanza di tre pesticidi – una tecnica che dovrebbe aggirare eventuali immunità a singoli composti – non ha avuto effetto.

Secondo gli studiosi, ciò è dovuto a un fenomeno di resistenza incrociata, tale per cui gli scarafaggi sono diventati immuni a diversi insetticidi senza esser venuti a contatto con ognuno di essi. Ciò può accadere quando le sostanze impiegate presentano un simile principio di funzionamento.

Come affermato da Michael E. Scharf – professore al Dipartimento di Entomologia – “Abbiamo osservato un aumento nella resistenza di 4 o 6 volte nell’arco di una sola generazione” […] “Non avevamo idea potesse accadere così in fretta”.

La notevole adattabilità di B. germanica è ulteriormente testimoniata dai risultati ottenuti con il gruppo sottoposto ad un singolo prodotto. In questo caso, la popolazione non presentava quasi alcuna immunità verso il pesticida e, perciò, si è ridotta. Tuttavia, è stato sufficiente ripetere il test su un gruppo avente appena il 10% di scarafaggi resistenti perché il loro numero iniziasse ad aumentare.

Secondo i ricercatori, lo studio ha messo in evidenza l’inefficacia degli insetticidi quando usati da soli. In futuro, la combinazione di differenti strategie – come una migliore progettazione degli impianti igienici e l’impiego di apposite trappole – sarà vitale per mantenere sotto controllo le popolazioni di scarafaggi.

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