Scienza

Scienziati australiani stanno testando due farmaci per il trattamento COVID-19

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Gli studiosi del Royal Melbourne Hospital stanno conducendo dei test per verificare l’efficacia e la sicurezza di due farmaci già esistenti ed utilizzati in altri ambiti per trattare alcuni soggetti ricoverati in ospedale per colpa del coronavirus. Attualmente, infatti, non esistono medicinali dalla comprovata efficacia per trattare il Covid-19, pertanto è altamente probabile che ci vorrà molto tempo per scoprire un farmaco utile.

Inoltre c’è da considerare il fatto che, se si tratta di medicinali completamente assenti da immettere sul mercato, essi devono esser sottoposti a diversi test e sperimentazioni. In primo luogo quelli in laboratorio, poi quelli sugli animali ed infine test clinici e sperimentazioni sull’uomo. Al contrario, se si scoprisse che qualche tipo di farmaco, attualmente utilizzato in altri ambiti fosse efficace anche sul Covid-19, alcuni di questi test potrebbero essere evitati.

Il test degli scienziati australiani

Gli scienziati australiani inizieranno ad effettuare alcuni test utilizzando il lopinavir / ritonavir, che è attualmente utilizzato per trattare l’HIV, e l’idrossiclorochina, un farmaco che si utilizza per trattare l’artrite e prevenire e curare la malaria. L’OMS ha specificato che questi farmaci potrebbero essere utili nel trattamento del COVID-19.

Nel programma di sperimentale AustralaSian COVID-19 (ASCOT), il team di esperti selezionerà pazienti provenienti da 70 ospedali in Australia e da 11 ospedali in Nuova Zelanda per testare entrambi i farmaci, così se uno causerà effetti collaterali potrà essere fermato.

Steven Tong, uno degli fautori dello studio, ha dichiarato: “ASCOT è uno studio randomizzato, il che significa che i pazienti verranno assegnati in modo casuale a diversi trattamenti. Alcuni pazienti non riceveranno alcun farmaco“. 

Questa è solo una delle sperimentazioni attualmente attive in tutto il mondo. Gli esperti, infatti, stanno cercando di trovare un trattamento efficace, ma ci vorranno settimane e forse mesi prima che qualcosa possa esser reputato efficace, ma almeno potremmo essere preparati per la seconda ondata pandemica, che probabilmente si verificherà in autunno.

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