Sulle seconde case è possibile richiedere delle agevolazioni per il pagamento dell’Imu e della Tari. Secondo diverse norme nazionali e regolamenti comunati l’imposta municipale e la tassa sui rifiuti possono essere scontati o esentati su abitazioni vuote, disabitate, dismesse, usate per pochi mesi all’anno, ad esempio per brevi periodi estivi o invernali.
I singoli Comuni pubblicano ogni anno i regolamenti relativi all’Imu insieme alle norme specifiche che riguardano l’applicazione di agevolazioni ed esenzioni. Leggi cosa abbiamo scritto sul calendario Imu 2020.
Una bella possibilità di risparmiare qualche tassa e imposta nel 2021 per molte famiglie o contribuenti che hanno seconde case di nonni, genitori o ereditate da altre parenti e magari in paesi diversi dalla propria città oppure in località marittime.
È importante controllare queste condizioni entro il 30 giugno dell’anno successivo perché, nel caso ci siano possibilità interessanti, ogni singolo Comune richiede la presentazione di una dichiarazione e documenti che attestano inagibilità o residenza vuota durante l’anno.
Sconto o esenzione Imu seconde case
Ottenere uno sconto e un’esenzione è cosa ben diversa, il primo termine infatti è una riduzione del tributo anche fino al 75%, il secondo caso prevede il non pagamento totale dell’Imu o della Tari.
Ecco quando si ha il pagamento ridotto o dimezzato dell’Imu sulla seconda casa.
1) Case inagibili o inabitabili, è prevista la riduzione del 50% sulla base imponibile da dichiarare ai fini Imu. È prevista per fabbricati considerati non utilizzati, inagibili e inabitati. Per l’attestazione di inagibilità o inabilità bisogna presentare la dichiarazione Imu entro il 30 giugno.
2) Immobili di categoria storici o artistici: i proprietari possono usufruire di una riduzione Imu del 50% a prescindere dall’utilizzo come altra abitazione disponibile o dalla concessione in affitto o comodato a terzi.
3) Seconde case affittate con canone concordato: la riduzione Imu è fino al 75%.
4) Abitazioni in comodato a figli o genitori, la riduzione è del 50% per le abitazioni tranne per quelle considerate di lusso nelle categorie castali A/1, A/8 e A/9. Il comodato d’uso vale anche per i genitori che la utilizzano come abitazione principale purché l’usufruttuario abbia una sola abitazione e risieda nello stesso comune.
5) Abitazioni di soggetti non residenti in Italia: una novità introdotta con la Legge di Bilancio 2021, chi non è residente in Italia, ma è titolare di pensione nello Stato di residenza, può beneficiare del dimezzamento dell’Imu e della riduzione di due terzi della Tari. Ma per una sola abitazione non locata e non concessa in comodato.
Ecco quando non si paga l’Imu quindi si ha esenzione totale: per l’ex casa coniugale, per la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli che ha ottenuto un provvedimento dal giudice in tal senso. Pur non essendo proprietario, infatti, i genitori affidatario può beneficiare dell’esenzione per abitazione principale.
Sconto o esenzione Tari su seconde case
- La tassa sui rifiuti, Tari, non si paga sulle case disabitate, considerate inagibili o inabitabili, sui locali e le aree inutilizzabili.
- L’inutilizzabilità di un immobile deve essere verificato in modo oggettivo attraverso il collegamento a rete elettrica, idrica e fognaria.
- Se la casa viene ritenuta inagibile o inabitabile sia per mancanza degli allacci ma anche per altri elementi tecnici si può richiedere l’esenzione totale dell’imposta sui rifiuti.









