Sentenza

Sfratto per morosità causata dal Covid, il giudice non sempre dà ragione al proprietario…

Subire lo sfratto per morosità a causa delle conseguenze Covid purtroppo è possibile. Il Governo ha promesso degli aiuti specifici sulle locazioni commerciali. Perdere il negozio perché non si paga il canone di affitto è un rischio certo visto che non si lavora o si perdono molte possibilità di entrate.

Infatti, le utenze, come luce o gas, e alcune tasse sul reddito prodotto sono legate ai tempi di consumo e di lavoro. Ma le spese fisse dovute a privati come affitto o condominio gravano per molti negozi e inquilini. Non ci sono state a riguardo sospensioni ma solo degli aiuti a livello regionale o governativo.

Su locazioni abitative e locazioni commerciali il Governo ha preso decisioni e iniziative diverse ma, proprietari e affittuari finiscono comunque davanti ai giudici. Dove le istituzioni non hanno dato indicazioni sono proprio le sentenze che definiscono alcune decisioni importanti considerando l’emergenza che si vive e la pandemia.

Sfratto per morosità dovuta alle conseguenze Covid, le parti che si sono presentate al Tribunale di Palermo

Se non si paga l’affitto commerciale, la conseguenza più certa è lo sfratto per morosità che non è una procedura rapida e diretta.

Il locatore infatti deve chiedere l’intervento del giudice. L’affittuario si può opporre alla decisione di lasciare il locale o l’immobile dove esercita la sua professione a seconda di diverse dinamiche e fatti.

Ad esempio, al tribunale di Palermo è arrivato un locatore che ha richiesto al giudice di agire con la procedura di sfratto e secondo l’emissione dell’ordinanza ex art 665 cpc (fonte Altalex).

L’inquilino si è opposto allo sfratto imposto dal locatore, spiegando che non ha pagato solo due mensilità, che il motivo di non pagamento è colpa della pandemia e dell’interruzione lavorativa.

Ecco il giudice che cosa ha stabilito

Il giudice ha dichiarato che il non pagamento di due mensilità dovuto alle conseguenze della pandemia, non è considerato un inadempimento grave. Ha chiarito che l’affittuario ha seguito le direttive imposte dalle istituzioni, non lavorando ha assunto un’importante responsabilità per non creare pericoli di contagio.

Non solo, l’inquilino prima dell’udienza, a cui ha partecipato con diversi documenti alla mano, aveva pagato alcune parti del debito dovuto. Tali somme sono state ritenute dal giudice una mossa sufficiente a dimostrare che l’inadempienza è solo temporanea e dovuta alla situazione che si sta vivendo. È stata disposta una successiva udienza non per lo sfratto per morosità ma solo per aggiornamento della situazione.

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