Salute

Sla, scoperto un nuovo trattamento che potrebbe eliminare il processo degenerativo

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), conosciuta anche come malattia di Lou Gehrig, è una malattia neurodegenerativa progressiva dell’età adulta che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori. Questa è la definizione della malattia fornita dalla fondazione italiana di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica.

Qualche giorno fa, è salito sul palco dell’Ariston Paolo Palumbo, un giovane chef costretto alla paralisi. Il ragazzo riesce a comunicare con gli altri esclusivamente con un sintetizzatore vocale, e sul palco ha voluto condividere con tutta l’Italia la sua forza d’animo e la lotta che ogni giorno porta avanti. Ma non solo lui: anche i ricercatori che si impegnano per trovare una soluzione alla problematica.

La ricerca per nuovi farmaci sulla SLA

Uno di questi scienziati è Ross Buchan, assistente professore di molecole e biologia cellulare e un membro dell’Istituto BIO5, che ha iniziato a studiare gli aggregati tossici che si formano in caso di malattie neurodegenerative. Due proteine, TDP-43 e FUS – si trovano spesso in fasci di “spazzatura molecolare” chiamati aggregati, che possono accumularsi a livelli mortali.

Tali aggregati, potrebbero rivelarsi tossici perché intrappolano altre molecole e non consentono loro di svolgere il loro lavoro. Gli aggregati, vengono rimossi attraverso l’endocitosi, cioè un processo che elimina le sostanze all’esterno della cellula. Eppure, in alcuni casi, l’endocitosi agisce sugli aggregati all’interno della cellula non eliminandoli.

L’accumulo di aggregati rallenta ulteriormente il percorso dell’endocitosi. I ricercatori, hanno infatti affermato: “Se impediamo geneticamente o chimicamente il percorso, la proteina TDP-43 si accumula e diventa super tossica. La cosa interessante, per quanto riguarda una terapia per la SLA, è che possiamo anche fare il contrario. Siamo in grado di far funzionare meglio il percorso dell’endocitosi, come se abbassassimo il pedale dell’acceleratore in modo che vada molto veloce. Quando lo facciamo, gli aggregati TDP-43 vengono eliminati in modo molto efficiente e non è più tossico. ” 

Ovviamente, al momento, si tratta di studi solo al livello embrionale, però i ricercatori contano sul fatto di poter sviluppare in un futuro prossimo dei farmaci in grado di inibire i regolatori negativi dell’endocitosi e quindi accelerare il processo.

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Eliminare questi cibi, può far dimagrire il doppio: cosa dice lo studio

    Eliminare o ridurre drasticamente i cibi ultra-processati dalla propria alimentazione può favorire una perdita di peso quasi doppia, anche senza contare le calorie. È quanto emerge da un recente studio clinico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, che ha analizzato l’impatto del grado di trasformazione degli alimenti sulla perdita di peso. Lo studio scientifico […]

  • preview

    Salute sessuale e circolazione: il ruolo chiave dell’attività fisica

    Quando si parla di difficoltà dell’erezione, molti pensano subito a stress, ansia da prestazione o problemi di coppia. In realtà, la salute sessuale maschile è legata in modo diretto anche a ciò che succede nel corpo ogni giorno: circolazione, metabolismo, infiammazione, qualità del sonno e livello di allenamento. Uno stile di vita sedentario, fatto di […]

  • preview

    Il virus RSV non è solo per bambini e anziani

    Quando si parla di RSV (virus respiratorio sinciziale) l’attenzione va quasi sempre a neonati e over 65. Eppure, le evidenze più recenti raccontano un quadro più ampio: anche gli adulti più giovani possono finire in ospedale e, soprattutto, possono portarsi dietro strascichi che durano mesi, tra fiato corto, stanchezza e difficoltà nelle attività quotidiane. Il […]

  • preview

    Melograno: perché il succo fa bene al cuore (ma non per tutti)

    Il succo di melograno non è più solo una bevanda “benessere” di tendenza: negli ultimi anni è diventato un piccolo caso di studio per cardiologi e nutrizionisti. Il motivo è semplice: dentro quei chicchi rubino c’è un mix di polifenoli (punicalagine, antociani e acidi ellagici) che agiscono come antiossidanti e modulatori dell’infiammazione. Quando questi composti […]

  • preview

    Vitamina C come scudo naturale contro l’aria inquinata

    Se vivi in città o in zone dove traffico, fumo da camini, incendi o polveri sottili si fanno sentire, c’è un nemico invisibile che respiri senza accorgertene: le PM2.5. Sono particelle minuscole, capaci di arrivare in profondità nei polmoni e di innescare infiammazione e stress ossidativo. Negli ultimi mesi, un filone di ricerca ha rimesso […]

  • preview

    Misofonia: perché alcuni suoni quotidiani scatenano rabbia e ansia

    La misofonia non è semplice fastidio: per alcune persone un rumore quotidiano come masticare, deglutire, respirare forte, tamburellare con le dita o il ticchettio di una penna può scatenare una reazione emotiva immediata e intensa. Non parliamo di capriccio o di scarsa tolleranza, ma di un meccanismo che coinvolge attenzione, memoria, risposta di allarme e […]

  • preview

    Zenzero e salute: non è solo una tisana

    Lo zenzero è una di quelle radici che molti tengono in cucina “per sicurezza”: un pezzetto nel tè quando arriva il freddo, una grattugiata nei piatti orientali, qualche fetta in infusione dopo una cena pesante. Negli ultimi anni, però, la ricerca sta mettendo ordine tra tradizione e prove: alcuni effetti che sembravano solo “rimedi della […]

  • preview

    Il sole influisce sulla mortalità più di quanto pensiamo

    Ogni inverno si osserva un aumento dei decessi per cause diverse: infezioni respiratorie, eventi cardiovascolari, peggioramenti neurologici e complicanze in persone fragili. È facile dare la colpa solo ai virus stagionali o al freddo, ma c’è un elemento che spesso resta sullo sfondo e invece agisce come un “regolatore” potente: il sole. La riduzione della […]

  • preview

    Un abuso di energy drink può danneggiare il cervello?

    Un caso clinico osservato nel Regno Unito ha riacceso l’attenzione sui rischi legati al consumo eccessivo di energy drink. Un uomo di mezza età, abituato per anni ad assumere quotidianamente grandi quantità di bevande energetiche, ha subito un lieve ictus che ha lasciato conseguenze neurologiche persistenti. Nonostante una ripresa quasi completa, il paziente convive ancora […]

  • preview

    Colesterolo e terapia genica: perché una sola iniezione potrebbe bastare

    Per milioni di persone, tenere sotto controllo il colesterolo significa assumere farmaci per anni, seguire una dieta attenta e fare controlli regolari. Ora, dal mondo dell’editing genetico arriva una pista che potrebbe cambiare le regole del gioco: alcune nuove formulazioni basate su CRISPR stanno mostrando riduzioni profonde e durature dei lipidi “a rischio”, con l’idea […]