Spread, amico o nemico dei mercati?

Un'analisi dettagliato dello spread

immagine, estrapolata da tgcom24

In questi ultimi anni e in particolare nel momento storico e politico vissuto, abbiamo iniziato a familiarizzare, grazie alla prepotente e costante divulgazione mediatica, con un termine inglese divenuto di uso comune anche nel linguaggio italiano, lo Spread.

Spread: in realta’ di cosa si tratta? Quali sono le reali implicazioni in ambito economico e finanziario?

Cercheremo di spiegarlo in breve, in modo comprensibile, anche per i non addetti al settore. Lo spread e’ considerato un differenziale di rendimento, un barometro dei mercati, che misura la “stabilita'” economica di una nazione all’interno di un contesto internazionale. Questo differenziale, che viene generato dalla differenza di rendimento tra titoli di stato tra due nazioni, diviene fondamentale in ambito macroeconomico.

In genere, ma e’ regola, i titoli di stato che vengono analizzati e comparati tra nazioni, sono i Buoni del tesoro con rendimento a 10 anni. Normalmente, si ritiene questa scadenza, un’intervallo di tempo medio-lungo sufficiente, ad analizzare in itinere, gli aspetti politici ed economici di una nazione.

Questo differenziale, esiste sia tra i titoli di stato italiani (Btp beni del tesoro poliennali) e quelli tedeschi (Bund a 10 anni), ma anche tra quelli italiani con i titoli di stato spagnoli, francesi ecc (comunque, in un contesto Europeo). Si prende sempre, come parametro di riferimento, in un rapporto biunivoco, il Bund tedesco, in quanto la Germania, viene ritenuta come il paese trainante e stabilmente solido dell’eurozona.

Ad oggi, lo spread, influenzato dalle dinamiche politiche nazionali, ha superato i 300 punti base (un punto base corrisponde ad un centesimo di punto percentuale), cio’ significa che il rendimento dei titoli di stato italiani, in rapporto al Bund tedesco a 10 anni, “garantiscono” un rendimento del 3% circa in piu’ rispetto a quest’ ultimi.

Maggiore rendimento sui mercati è sinonimo d’incertezza

Un maggior rendimento, che potrebbe apparire interessante agli investitori, non e’ sinonimo di sicurezza, ma d’incertezza. Un rendimento maggiore in finanza, per qualsiasi titolo, rappresenta il grado di  insolvenza a cui l’ investitore va incontro nel rivedere ripagato il proprio credito, in quanto rendimenti maggiori sono sinonimo di rischi maggiori. Ricordiamo, che i Btp, sono titoli di debito emessi dal governo, quindi sono gli investitori a “prestare” liquidità allo stato e lo stato, in qualità di debitore a 10 anni (per vari motivi, crisi politiche, guerre ecc), potrebbe non ripagare quanto precedentemente concordato.

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