Star Trek Enterprise: “Broken Bow”

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La prima missione non si scorda mai. Questo è il caso di quella intrapresa dell’ Enterprise NX-01, trasmessa su Rai 4 negli ultimi due giorni.

Dopo quasi un secolo dal  primo contatto tra Vulcaniani e Umani, le relazioni tra i due popoli sono alquanto tese. <<Odi et amo>> direbbe Catullo. I primi non ritengono pronti i secondi, i secondi ritengono iperprotettivi e soffocanti i primi, in quanto li considerano rei di aver ostacolato il loro programma spaziale.

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Dopo tanti anni di preparazione, l’ Enterprise NX-01, la prima con motore capace di raggiungere curvatura 5, è quasi ultimata e attraccata presso un cantiere spaziale.

Sembra che tutto vada bene, quando viene trovato un Klingon ferito da un agricoltore in una fattoria degli ex Stati Uniti. Per questo motivo, l’ambasciatore Soval, comunica all’Ammiraglio Forrest e al Capitano Archer che sarebbe meglio rinviare il lancio almeno fino a quando l’incidente diplomatico tra la Terra Unita e Qo’nos, pianeta natale klingon, non fosse risolto mediante la consegna da parte dei Vulcaniani del corpo dello stesso.

Archer, inviperito, supportato da Forrest, decide di coglier la palla al balzo e di voler accompagnare lui stesso il Klingon a bordo dell’Enteprise, sperando che si risvegli grazie alle cure del Dottor Phlox.

Alla fine, Soval è costretto ad accettare imponendo, però, la presenza a bordo dell’ Enterprise del Subcomandante T’Pol. L’inizio non  è dei migliori tra la Vulcaniana e il Capitano. Prima dell’assegnazione, infatti, disse al capitano come gli umani fossero una razza immatura e impulsiva, il che scatenò la reazione di Archer che le fece sapere come si stesse trattenendo dal prenderla al calci.

Eloquente la frase stizzita di T’Pol durante la sua presentazione a rapporto, dicendo che sarebbe stata tanto felice di andare via quanto il capitano di cacciarla al termine della missione.

Tutto pronto e l’ Enterprise parte alla volta di Qo’nos. Tutto va tranquillo fin quando il prezioso carico, il Klingon, non viene rapito dai Sulibani, una razza primitiva a dire di T’Pol, capace di abbordare l’ Enterprise e di prendere un ostaggio senza quasi colpo ferire.

Phlox, analizzando uno dei loro feriti, fa una scoperta agghiacciante: i cadaveri non sono di normali Sulibani ma potenziati geneticamente.

Il capitano non ci sta ad arrendersi e dirige la nave verso il decimo pianeta del sistema di Rigel. Qui incontra Sarin che gli rivela che il Klingon è un corriere che porta importanti informazioni su come i Sulibani e altri popoli stiano facendo in modo che tra gli stessi Klingon scoppi una guerra civile.

Il Capitano viene raggiunto e ferito dai Sulibani, per salvare la vita di T’Pol. Quest’ultima rientrata sull’ Enterprise, assume il comando e, a sorpresa, pur non condividendo l’idea del Capitano di non tornare sulla Terra, decide di terminare la missione.

Grazie alla sua esperienza e all’arguzia del Capitano, riescono a salvare il Klingon, distruggere l’Ellisse, una struttura dei Sulibani nascosta, e a portarlo sul suo pianeta natale.

Alla fine della missione, il Capitano decide di andare oltre i propri pregiudizi sui Vulcaniani chiedendo a T’Pol di restare come ufficiale scientifico, grazie al suo vitale apporto.

L’Ammiraglio Forrest autorizza l’avvio della missione vera e propria, verso strani e nuovi mondi.

Dell’episodio a me è piaciuto l’evoluzione dei personaggi che, nonostante pregiudizi e sospetti, riescono a lavorare insieme e a cambiare idea. La Flotta Stellare, così potente ai tempi di Kirk o di Picard, qui è ancora in fase di sviluppo. Compete a fatica con gli altri popoli e, spesso, è indietro. I Vulcaniani, in questa fase, rappresentano una vera e propria superpotenza con cui la Terra deve avere a che fare con un mix di sensazioni tra l’ammirazione e l’astio.

Il contrasto tra T’Pol e Trip Tucker, ingegnere, ha regalato tanto a questo primo episodio e, ho il vago sospetto che tanto regalerà nel resto della serie.

Questo è il mio punto di vista di appassionato. Voi che ne pensate? Vi è piaciuto?

Stasera il secondo episodio dal titolo <<Vincere la Paura>> ed avrà come protagonista principale l’arguta ma timida Oshi Sato, ufficiale alle comunicazioni.

Io lo guarderò per voi (e per me), in modo da potervelo raccontare domani.