La storia del cinema italiano e la sua morte

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Ciò che è stato e ciò che rischia di non esser più.

Nel lontano 1896 il cinema venne portato in Italia dai fratelli Lumière. I primi film erano brevi documentari, tramite una cinepresa a manovella riprendevano brevi scene di avvenimenti importanti come la visita di Umberto I re d’Italia a Monza, oppure fatti quotidiani della vita dei papi, insomma niente a che vedere con i documentari di oggi. Nel 1897 per la prima volta in Italia venne realizzata una sorta di proiezione cinematografica in una sala del palazzo Pitti a Firenze, ma gia dal 1903 il cinema venne visto come una potenziale industria, tanto che vennero istituiti nei capoluoghi più importanti della penisola, delle società di produzione. Sicuramente uno dei primi  film a soggetto venne realizzato da Alberini tre anni dopo, il soggetto si chiamava “La presa di Roma“, ovviamente era muto. Solo nel 1906 i fratelli Lumière, in una sala a Pisa, ci daranno un assaggio del film sonoro. Tra il 1910 e il 1919 il cinema Italiano riscosse un successo esorbitante in tutto il mondo, tanto che gli storici gli iniziarono a chiamarlo “periodo aureo”, successivamente con l’avvento del Futurismo, raggiungemmo una fama ed un importanza storico-cinematografica pari a nessun altro.

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Scoppia la I guerra mondiale, la gente si rifugiava nei “cinema”, erano piccole sale per lo più private, per distrarsi dalla realtà, si invaghirono dei film passionali, ma nacque anche in questo periodo la propaganda. Subito dopo la fine della guerra, il cinema entra in crisi, le aziende falliscono, mancano gli sviluppatori e gli stampatori e sopratutto la forte crisi era dovuta alla perdita d’interesse del pubblico poichè dominava più il sonoro che l’immagine. Grazie all ‘avvento, nel lontano 1927, del fascismo che fondò l’istituto Luce, il cinema italiano riuscì a rialzare la testa, sopratutto dopo aver distribuito nelle sale cinematografiche il primo film sonoro italiano la “Canzone dell’amore” protagonista assoluta fu Dria Paola, la prima a gettare le basi del Neorealismo non che anche la prima attrice in assoluto nel cinema italiano sonoro. Nel 1937 il Duce fondò Cinecittà a “mò” di Hollywood e il Centro Sperimentale di Cinematografia che fu un vero e proprio forno dalla quale l’ Italia poteva sfornare attori, registi, sceneggiatori e via dicendo. Tra il 43′ ed il 45′ si divulga il Neorealismo, Vittorio De Sica e Rossellini furono i padri indiscussi di questo movimento, venivano rappresentati scene di vita quotidiane, la povertà della gente, la realtà nuda e cruda, si usavano attori non sempre professionali, la lingua era volgare spesso venivano usati i dialetti, insomma..era un cinema verità. Da qui a poco nasce il genio Fellini, non come persona ma come modello da seguire, portò novità nel cinema come per esempio la psicologia.

Non ostante il successo ottenuto, il Neorealismo duro una dozzina d’anni, non di più, venne sostituito per un breve periodo dal Neorealismo rosa che per la maggior parte degli studiosi cinematografici venne considerato come il predecessore della Commedia all’italiana. Negli anni 50′, dopo “i Vitelloni” “Le notti di Cabiria” e sopratutto “La dolce vita”, Fellini divenne un icona del cinema italiano, sopratutto dopo la sua morte ad inizi anni novanta. Solo nella metà degli anni 50′ inizia la Commedia all’italiana, tanto è che nel 1963, il film “Divorzio all’italiana” di P. Germi con Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli, vinse l’ Oscar come miglior sceneggiatura originale. I padri fondatori furono Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Totò, Manfredi, Gassmann, Loren, i già citati Mastroianni e Sandrelli, tutti questi attori interpretarono con maestria i ruoli comici, romantici, passionali e talvolta sexy. Fu un periodo meraviglioso dove l’Italia ha assistito alla nascita di una vera e propria forma d’arte, di purezza e genialità, gli artisti erano continuamente alla ricerca di nuove idee, non si accontentavano mai di quello che avevano, sia chiaro, il termine “accontentavano” dovete vederlo come una continua ricerca d’arte, di innovazione, tant’è che un grande uomo non che fenomenale regista inventò un genere divenuto famoso e copiato in tutto il globo terreste, il “western”, inutile dirvi che il percussore di questo genere è Sergio Leone, scoprì Clint Eastwood, Carlo Pedersoli e Mario Girotti ( Bud Spencer e Terence Hill), i suoi film divennero leggenda come “Il buono, il brutto, il cattivo” o “Per un pugno di dollari” ecc.. Negli anni 80 la Commedia all’italiana inizia ad esaurirsi, mancano idee i grandi maestri dell’epoca stavano invecchiando, avevamo un budget limitato ed il sopravvento delle pellicole hollywoodiane sovrasta inevitabilmente il cinema italiano.

Negli anni 90′ troveremo successo grazie all’Oscar di Tornatore con il “Nuovo cinema paradiso”, troveremo attori importanti del calibro di Benigni e registi come Moretti, fatto sta pochi anni dopo, già nel 2006, il cinema subì un forte colpo. Molti furono i fattori che causarono una lenta morte del cinema che tutt’ora ci portiamo dietro come: la crisi economica non permise e non permette tutt’ora di poter investire sul cinema, con l’avvento di internet e della pirateria la gente non va più al cinema, la mancanza di nuove idee è dovuta allo scarso investimento sui giovani artisti emergenti, c’è il nepotismo nell’ambiente del cinema quindi diventa una cerchia molto limitata, i film parlano sempre delle stesse cose infatti la conseguenza è l’assenteismo nelle sale cinematografiche; mettiamoci anche il costo elevato dei biglietti e l’ormai stra potere economico-artistico dei film americani ed ecco li che rivedere il cinema in Italia sarà un impresa, non dico impossibile perchè niente lo è ma date fiducia ai giovani, dategli l’opportunità di esprimersi e non tappate le ali a che potrebbe, sempre se si ha testa e voglia di farlo, rinnovare il cinema italiano.

Lebowski: Cos'è... cos'è; che fa di un uomo un uomo, signor Lebowski? Drugo: Non... non lo so, signore. Lebowski: Essere pronti a fare ciò che è più giusto. A qualunque costo. Non è questo che fa di un uomo un uomo? Drugo: Sì, quello e un paio di testicoli.