Salute

Stress è davvero sempre negativo?

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In questi anni frenetici, dove le parole d’ordine sono fare, riuscire, avere… si parla sempre di più di STRESS, ma lo si interpreta solo nella sua connotazione negativa.
Nel 56′, Selye, uno dei maggiori studiosi in materia, lo definisce come “UNA REAZIONE ADATTIVA DI UN ORGANISMO AD UNO STIMOLO ESTERNO“.

Ragionando sulla definizione di Selye, si capisce come lo STRESS in sé non sia né positivo né negativo, ma che la nostra percezione dello stesso è la discriminante tra essere “STIMOLATI” ed essere “OBERATI”. Ogni individuo ha una sua curva di percezione (o di sopportazione) dello stress, maturata con la propria esperienza di vita, il contesto economico/sociale, i rapporti interpersonali etc…
Si capisce subito, come uno stesso fattore stressante (STRESSOR) possa dare infiniti risultati diversi in base all’individuo che lo percepisce.

Una prima distinzione per capire bene il concetto va fatta tra le parole “stressor” e “stress“:

⦁ LO STRESSOR: è evento o stimolo esterno e può quindi essere positivo o negativo. Rumore, suoni, luce, calore, freddo, additivi chimici, virus, batteri, tensioni familiari, dinamiche relazionali disturbate, angosce nevrotiche ecc…

⦁ LO STRESS: che in inglese significa sforzo, è invece la reazione che il nostro corpo mette in atto per contrastare lo stressor

Tutto questo a livello biochimico si traduce in una serie di reazioni localizzate, preposte ad adattarsi ai fattori messi in campo dallo stressor.

⦁ Il sistema endocrino produce adrenalina e noradrenalina, cortisolo (che è acerrimo nemico del nostro piano di dimagrimento) e GH.
⦁ Gli ormoni tiroidei vengono progressivamente innalzati.
⦁ Aumentano i trigliceridi e si innalza il tasso di colesterolo.
⦁ Il sistema nervoso produce una iper sollecitazione del sistema simpatico per mettere l’organismo “sull’attenti” e prepararsi a fronteggiare la situazione.

Questa serie di modifiche ormonali, messa in atto dal nostro organismo è definita “combatti o fuggi” e si pensa sia una eredità genetica che abbiamo ricevuto da prima dell’avvento della società.

Lo stress negatico e lo stress positivo

Abbiamo visto come il nostro organismo reagisce ad uno stressor, ma dobbiamo ancora identificare una macro differenza tra stress negativo e stress positivo.
Usato con la sua connotazione negativa, STRESS è un termine di sempre più largo uso, si pensa ne soffrano 9 italiani su 10, tanto che viene definito come la malattia del nuovo millennio. Quello che però spesso non viene detto è che esiste anche una sua connotazione positiva, detta EUSTRESS.

Eustress è un termine coniato dall’endocrinologo Hans Selye. La parola eustress si compone di due parti. Il prefisso eu deriva dal greco e si traduce come “bene” o “buono”. Collegato alla parola stress, significa letteralmente “stress buono”. L’ eustress è stato originariamente studiato , come la risposta cognitiva positiva allo stress, ovvero che è sana, o dà una sensazione di appagamento o di altri sentimenti positivi. Selye ha creato questo termine come un sottogruppo dello stress, per differenziarne l’ampia varietà di fattori e manifestazioni. ( wikipedia)

Si nota quindi che qualora lo stressor (stimolo) sia sufficiente a scatenare una reazione, alla quale riusciamo

Ragionando per esempi, si può immaginare una persona messa di fronte ad un licenziamento, per alcuni, costituirebbe la spinta a fare tutto il possibile per migliorarsi e rilanciarsi nel mondo del lavoro, per altri, sarebbe la soglia di un baratro psicologico, altri ancora potrebbero avere una fase di down marcata e una risalita più o meno lenta….

Ritornando alla definizione di Selye, si potrebbe ancora dire che, UNA VITA SENZA STRESS È IMPOSSIBILE E UTOPICA, perché prevedrebbe l’assenza totale di stimoli.
Il fattore penalizzante, è sempre legato alla soggettiva percezione dell’evento e mai all evento in se (anche nei casi più estremi, dove la maggior parte degli individui crollerebbe, qualcun altro riuscirebbe a superarli).

Stress e dimagrimento

A causa dell’innalzamento dei livelli di cortisolo, seguire diete dimagranti durante periodi di forte stress (qui inteso nella sua sola connotazione negativa), non risulta essere una strategia vincente.

Unitamente a questo, il calo d’umore, la percezione di stanchezza aumentata ed in alcuni individui anche la “fame nervosa”, sono tutti fattori che peggiorano l’efficacia del nostro piano dimagrante.

Non potendo di fatto eliminare totalmente i fattori stressanti dalla nostra vita, per un corretto dimagrimento e un corretto approccio all’attività fisica, risulta fondamentale avere una buona gestione dei vari Stressor e mantenere un livello di stress accettabile.
Il nostro livello di stress è la risultante di tutti i fattori interno/esterni che concorrono nella nostra vita, e non potendo intervenire direttamente su tutte le cause (lavoro, famiglia, salute, denaro, contesto sociale) l’unica possibilità rimanente per non superare la soglia limite, è lavorare su noi stessi e la nostra percezione degli eventi.

Come limitare lo stress

Una buona strategia per cercare di mantenere tollerabile la quantità di stress che percepiamo è sicuramente l’attività fisica.
Praticare sport con regolarità stimola la produzione di endorfine che contrastano la quella del cortisolo legata allo stress e ne abbassano i livelli. Da una semplice camminata fino ad esercizi fisici intensi, qualsiasi tipo di attività fisica risulterà nostra valida alleata nel contrastare lo stress

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