Tangenti: 43 arresti, coinvolti anche politici

Arresti tra Lombardia e Piemonte, 12 in carcere

I carabinieri di Monza e la Guardia di Finanza di Varese hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 43 persone. L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda milanese che ha rivelato l’esistenza di due gruppi criminali, attivi nelle province di Milano e Varese. Costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, corruzione, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici.

Coinvolti politici

Nell’indagine vi sono anche alcuni politici di Forza Italia coinvolti fra cui Pietro Tatarella consigliere comunale di Milano e candidato alle Europee, e Fabio Altitonante sottosegretario azzurro della Regione Lombardia. Le accuse sono, a vario titolo, associazione a delinquere e corruzione. I magistrati hanno anche presentato una richiesta di arresto per il parlamentare di Forza Italia Diego Sozzani, accusato di finanziamento illecito ai partiti.

A essere “parte offesa” nei tentativi di corruzione individuati dai pm antimafia di Milano il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il governatore non avrebbe però percepito i tentativi del ras varesino di Forza Italia, Gioacchino Caianiello, come istigazione al reato di corruzione e dunque non avrebbe denunciato il fatto. Ma Nonostante ciò secondo l’accusa, Fontana non è considerato parte attiva nella corruzione.

Le accuse ad Altitonante

Secondo l’accusa il consigliere regionale Fabio Altitonante riceveva dall’imprenditore D’Alfonso, tramite un altro imprenditore, la somma di euro 20mila per fare ottenere il rilascio di un permesso a costruire, relativo a un immobile a Milano in via Allegrenza, sottoposto a vincoli paesaggisti, che è di proprietà della moglie dello stesso imprenditore”. Lo stesso governatore infine ha infranto violazioni dei doveri d’ufficio.

Le accuse a Tatarella

Tatarella secondo l’accusa avrebbe ottenuto dall’imprenditore D’Alfonso,  5mila euro al mese in cambio egli  l’avrebbe favorito negli appalti dell’Amsa, (l’azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Milano), e l’avrebbe introdotto in altri appalti a Varese e a Novara, dove sarebbe stato attivo il parlamentare di FI Diego Sozzari.

Attraverso una “consulenza professionale in realtà mai svolta” e “una serie di utilità tra cui pagamenti di biglietti aerei, di viaggi di piacere, uso di varie autovetture, la disponibilità di una carta di credito American Express”. Il politico “metteva D’Alfonso in contatto coi primari vertici amministrativi regionali e di Amsa”,  “indicandogli di volta in volta i soggetti politici destinatari delle illecite erogazioni.

Novantacinque le persone indagate

In totale sono 95 le persone indagate per associazione a delinquere, delle 43 persone destinatarie del provvedimento, firmate dal gip Raffaella Massacrino, 12 sono finite in carcere, 16 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma. Di queste solo 9 sono accusate di associazione a delinquere. Duecentocinquanta i militari, tra carabinieri e finanzieri impegnati dalle prime luce dell’alba nell’esecuzione misure cautelari nelle province di Milano, Varese, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti.

 

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