Teatro di Roma: la nomina di Fusco fa discutere politica e star system

La nomina di De Fusco non va giù al centrosinistra

La nomina di Luca De Fusco alla direzione generale del Teatro di Roma, decisione presa dal Cda della Fondazione alla presenza dei tre componenti indicati da Regione e ministero della Cultura, sta facendo discutere. Le opposizioni bollano la nomina come un blitz di Giorgia Meloni, intenzionata a piazzare suoi uomini nei posti che contano.

“La destra al governo, nazionale e regionale che sia, ha sempre e solo la stessa ossessione: occupare poltrone”. Questo l’affondo di Elly Schlein, segretaria PD. “Abbiamo superato il livello di allarme” ha chiosato la Schlein.

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Non si è fatta attendere la replica di Gennaro Sangiuliano, ministro della cultura nel governo a trazione Fratelli d’Italia: “ha una grande esperienza (De Fusco). E quando era giovane ha avuto una militanza politica con il partito socialista. Non è di destra, è un esperto“, ribadisce Sangiuliano, convinto che sia necessario “consentire a chi non fa parte dei circoletti prevalentemente romani di potersi esprimere in ambito culturale“. Peraltro, precisa, a selezionare la terna di candidati è stata “una commissione esterna” e il cda, dove sono rappresentato da un solo componente, non sono il dominus, ha scelto il profilo più meritorio”.

La lettera degli attori

La nomina di De Fusco ha fatto scalpore anche nello star system, con una serie di attori molto noti che ha firmato una lettera per chiedere una nomina condivisa:

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“La questione cruciale è che è stata presa una decisione di questa importanza senza che fosse presente la rappresentanza della città di Roma nelle figure del presidente e della consigliera Di Iorio, rappresentanti del Comune di Roma, socio di maggioranza del cda nonché proprietario del Teatro Argentina, il Teatro Argentina, il Teatro India, il Teatro Torlonia. E del Teatro Valle che a quanto ci consta nei prossimi mesi avrebbe dovuto essere attribuito al Teatro di Roma”.

Tra i firmatari della lettera spuntano Matteo Garrone e Lino Guanciale, Elio Germano, fino ad arrivare a Maddalena Parise a Vinicio Marchioni.