Tiziana Cantone, la 31enne morta suicida a causa dei video privati che circolavano in rete e che la ritraevano insieme al suo compagno, potrebbe in realtà non essersi suicidata.
Da anni la madre, Teresa Giglio, si batte affinché venga resa giustizia alla figlia.
Adesso, a distanza di 4 anni dalla morte di Tiziana, emerge un inquietante particolare: la giovane potrebbe essere stata uccisa, quindi potrebbe trattarsi di omicidio e non di un suicidio.
Sulla pashmina che Tiziana ha usato per togliersi la vita, sono infatti state trovate tracce di DNA maschile.
Il biologo forense che la sta analizzando, ha isolato tracce biologiche per provare a capire quante e quali persone, oltre alla stessa Tiziana e alla zia che intervenne subito dopo, avrebbero toccato il foulard. La mamma di Tiziana da sempre, in effetti, ha sostenuto che non si trattasse di suicidio.
Altri punti rilevanti per la difesa, esposti in memoria, riguardano i momenti e le cause della morte di Tiziana.
Ad esempio, “Il 118 dice di aver intubato Tiziana, che invece non lo era“, o “il solco di 2.5 cm non può essere fisicamente provocato dalla pashmina“.
Altre circostanze sollevate riguardano la pashmina: “non era in tensione e il corpo non era penzolante, tanto che la zia sciolse il nodo con una mano sola, per cui non poteva fisicamente provocare soffocamento”, e il luogo della morte, che “non è mai stato considerato scena del crimine, per cui non sono stati presi alcun tipo di rilievo per le indagini”.











