Salute
Tocilizumab il farmaco sperimentale contro il Covid-19, verrà offerto gratis agli ospedali

La Roche Italia ha deciso di offrire gratuitamente il farmaco “Tocilizumab” usato in questi giorni dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “Pascale” di Napoli come terapia per il coronavirus.
L’ospedale ha infatti testato questo farmaco su alcuni soggetti affetti da coronavirus, ottenendo dei buoni risultati riguardo i problemi derivanti dal Covid-19. Si tratta di un anticorpo monoclonale, ovvero una proteina ricreata in laboratorio al fine di contrastare la proteina IL6, colpevole della distruzione dei tessuti.
Che cosa è Tocilizumab
Questa tipologia di farmaco è stato progettato per trattare l’artrite, in particolare l’artrite reumatoide e l’artrite idiopatica giovanile sistemica, una grave forma di artrite reumatoide che colpisce i bambini.
In base, però, ai risultati ottenuti nel trattamento della pandemia del coronavirus, l’amministratore delegato della causa farmaceutica che produce il prodotto, Maurizio de Cicco, ha comunicato a tutti gli ospedali la possibilità di ottenerlo gratuitamente previa richiesta.
Presto si inizierà uno studio clinico su 250 pazienti
Per ora coloro ai quali è stato somministrato sono meno di una decina, ma lo studio clinico presto si estenderà ad almeno 250 pazienti, per confermarne l’efficacia. Attendono l’autorizzazione i quattro medici ideatori del protocollo. “I risultati positivi di Tocilizumab devono essere validati, per questo serve uno studio multicentrico nazionale” ha spiegato nella giornata di ieri Gerardo Botti, direttore Scientifico dell’Istituto per i Tumori di Napoli Pascale.
È poi tornato sull’argomento Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute: “Abbiamo parlato ieri con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per avviare un protocollo su tutto il territorio nazionale” per valutare l’efficacia del medicinale nel trattamento del coronavirus. “È un farmaco contro l’artrite reumatoide che anche i cinesi stanno utilizzando”
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