Togliere il tartaro dai denti (senza dentista)

Rimuovere il tartaro prima che possa scatenare gravi problematiche può essere arduo. Ma basta cambiare le proprie abitudini

Il tartaro è un deposito dentale generato dalla placca batterica e dai sali di calcio contenuti nella saliva. Si tratta di una problematica molto comune, indipendentemente dall’età. Non è solo un problema estetico ma anche e soprattutto un disturbo che genera fastidi ben più gravi che richiedono molteplici cure e trattamenti costosi, come ad esempio le gengiviti. Proprio per questo, occorre agire tempestivamente, in modo da prevenire il verificarsi di situazioni spiacevoli.

Se trattato in tempo, il tartaro può essere eliminato senza l’ausilio di un dentista. Non tutti, però, sanno dire con certezza se la loro bocca è davvero in salute. Non è facile vedere ad occhio nudo se ci sono infiltrazioni di tartaro nella cavità orale.

Come si origina il tartaro in bocca?

Il tartaro si origina dalla placca, una sorta di “pellicola” appiccicosa formata da batteri che si accumulano tra i denti.

Ma quali sono le cause della placca? Essa viene generata da qualsiasi alimento contenente carboidrati, oppure da bevande gassate. In particolare modo, sono gli zuccheri ad essere lesivi per i denti, occorre prestare maggiore attenzione ai seguenti alimenti:

  • biscotti, torte, caramelle e dolciumi vari
  • alimenti ricchi di amido o zuccheri che possono attaccarsi ai denti, come pane, patatine
  • bibite gassate e bevande sportive
  • succhi di agrumi o succhi di frutta

Durante la masticazione, infatti, i batteri naturali presenti nella bocca, si combinano con i carboidrati creando acido. Tale acido è corrosivo per i denti, e danneggia lo smalto bianco. Purtroppo non è possibile combattere definitivamente la formazione di acido, ma si può tentare di attenuare il problema attraverso l’utilizzo di spazzolino e filo interdentale.

Quello che non tutti sanno, è che la placca si origina nuovamente dopo poche ore dal lavaggio dei denti. Poiché la placca è praticamente incolore, non è sempre possibile vederla quando si è accumulata sopra e sotto la linea gengivale. Perciò se le operazioni di pulizia dei denti non sono costanti, la placca si trasforma in tartaro.

Generalmente ciò avviene tra le 24 e le 72 ore, quando i minerali presenti nella saliva si combinano con la placca indurendosi. Proprio per questo è necessario avere la buona abitudine di spazzolare i denti almeno due o tre volte al giorno, ed utilizzare, il filo interdentale con regolarità.

I batteri “buoni”

Stando alle prime considerazioni, verrebbe da pensare che tutti i batteri siano nocivi, ma non è propriamente così. Una bocca sana contiene miliardi di batteri “buoni”. Essi sono molto utili per combattere le infiammazioni e contrastare gli agenti patogeni.

Le cattive abitudini quotidiane, come la scarsa igiene orale o l’assunzione di cibi particolarmente dannosi per i denti, portano i batteri buoni ad essere sopraffatti da quelli negativi. Molti dei prodotti in commercio per l’igiene orale (collutori e dentifrici), distruggono in egual modo batteri dannosi e batteri buoni, senza alcuna distinzione.

I pericoli maggiori quando si forma il tartaro

Il tartaro può svilupparsi sia sopra che sotto la linea gengivale, e può causare problemi non solo visivi come macchie, ma vere e proprie patologie ai denti, alle gengive, e all’osso mascellare. All’inizio infiamma le gengive irritandole, per poi arrivare ad uno stadio di malattia gengivale nota come gengivite. Come si manifesta?

  • Gengive rosse
  • Gengive dolorose
  • Sanguinamento dalle gengive
  • Alitosi cronica
  • Aumento della sensibilità dei denti
  • Carie dentaria

Se il tartaro non viene rimosso ma continua ad accumularsi, la gengivite si evolve nella forma più grave la paradontite, con conseguenze gravi quali perdita di denti, problemi all’osso mascellare, denti deboli o gengiva che si abbassa.

Gli spazzolini elettrici, in particolare quelli con le testine oscillanti, sono risultati più efficaci nella rimozione della placca e nella riduzione della gengivite.

I consigli per risolvere i problemi derivanti dal tartaro

Dopo aver delineato un quadro sul tartaro, sulla sua formazione e sui problemi che ne derivano, è necessario fare chiarezza su come combatterlo. Se, infatti, i prodotti industriali non sempre si rivelano validi alleati in questa battaglia, come bisogna fare?

  • POLVERE NATURALE: La polvere naturale rappresenta un valido sostituto per il dentifricio tradizionale. Essa pulisce il cavo orale, ma senza andare ad intaccare i batteri buoni. Inoltre, combatte la carie, rafforza denti e gengive e previene la sensibilità. La polvere ha un’azione pulente molto delicata, ma al contempo lucida i denti. Attraverso la sua consistenza in polvere, cattura i batteri, assorbendoli. L’argilla di bentonite strofinata delicatamente riesce a lucida i denti. Ma non solo, le sue funzioni astringenti rimuovono il tartaro e puliscono le gengive. Quando l’argilla di bentonite viene a contatto con i batteri e le tossine presenti in bocca, li assorbe e li sostituisce con minerali.
  • SPAZZOLINO AL CARBONE: Si tratta di un particolare tipo di spazzolino del tutto naturale, realizzato in bambù con setole infuse al carbone. Gli ioni del carbone aiutano a catturare il tartaro e la placca più efficacemente di uno spazzolino tradizionale. Basta provarlo per notare un’azione sbiancante superiore a quella dello spazzolino in plastica che si è abituati ad utilizzare.
  • OLIO ESSENZIALE: Un ulteriore alleato per combattere il tartaro è l’olio essenziale di tea Tree, facilmente reperibile nelle erboristerie. Si può sciacquare il cavo orale con qualche goccia di olio misto all’acqua in sostituzione al collutorio tradizionale. Anche l’olio di cocco ha ottime proprietà antiinfiammatorie, e riduce del 50% la placca dentale.
  • DENTIFRICIO CON BICARBONATO DI SODIO: studi hanno suggerito che il dentifricio contenente bicarbonato di sodio può essere più efficace nel ridurre la quantità di placca rispetto al dentifricio tradizionale. Il bicarbonato di sodio protegge dalla demineralizzazione, che è un processo chimico che rimuove il calcio dallo smalto dei denti.

Si consiglia di fare visite semestrali dal dentista per essere sicuri di avere una buona salute dentale, e di lavarsi i denti mattina e sera.

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