Trattativa Stato-mafia: condannati Mori, Dell’Utri e Bagarella

Assolto Mancino

Sentenza decisiva quella pronunciata ieri dalla Corte d’assise di Palermo: condannati uomini dello Stato e della Mafia.
Dodici anni per Mario Mori e Antonio Subranni, ex generali dei Carabinieri del Ros, 28 anni a Leoluca Bagarella, 12 a Cinà e Marcello Dell’Utri.
Assolto l’ex ministro, Nicola Mancino, perché il fatto non sussiste.
Il supertestimone del processo, Massimo Ciancimino, condannato a 8 anni per calunnia nei confronti di Gianni De Gennaro.
Tutti gli imputati, condannati per minaccia a corpo dello Stato.
Secondo i giudici, negli anni ’92/’93, uomini dello Stato avrebbero aperto trattative con gli uomini di Cosa Nostra, diventando degli ambasciatori dei Boss.
Il pm, Nino Di Matteo, parla di una sentenza storica: “ora abbiamo la certezza che la trattativa ci fu. La Corte ha avuto la certezza e la consapevolezza che, mentre in Italia esplodevano le bombe nel ’92 e nel ’93, qualche esponente dello Stato trattava con Cosa Nostra e trasmetteva la minaccia di Cosa Nostra ai governi in carica. Prima si era messa in correlazione Cosa Nostra con il Silvio Berlusconi imprenditore, adesso, questa sentenza, per la prima volta, la mette in correlazione col Berlusconi politico. Le minacce subite attraverso Dell’Utri non risulta che il governo Berlusconi le abbia mai denunciate e Dell’Utri ha veicolato tutto. I rapporti di Cosa Nostra con Berlusconi vanno dunque oltre il ’92”.
Secondo le accuse, i due ex generali dei Ros nel 1992 avrebbero trattato con l’ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, che avrebbe consegnato ai due carabinieri un messaggio di Totò Riina per fermare le stragi.

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