Tumore alla tiroide. Incidenza raddoppiata in Italia

Una recente ricerca europea vede i casi di tumore alla tiroide in costante e preoccupante aumento. ecco spiegati i motivi e come diagnosticarli

Tumore alla tiroide. Incidenza raddoppiata in Italia

il preoccupante dato arriva direttamente dalla Società Europea Di Endocrinologia del CUEM.

Riferisce la ricerca che i casi di tumore alla tiroide, sono più che raddoppiati negli ultimi 20 anni, diventando riguardo ai dati italiani, la sesta patologia tumorale per casistiche.

Lo studio suggerisce però, che il picco riscontrato nelle ultime decadi può avere due case ben distinte

Quali sono le cause del picco di tumori alla tiroide?

La prima è ovviamente la maggior esposizione ad agenti causanti della patologia, come smog, radiazioni, agenti inquinanti o tossici presenti nei cibi).

Dall’altro lato però parrebbe che anche il progresso nelle tecniche diagnostiche abbia giocato un ruolo fondamentale.

Le nuove tecnologia (anche non legate alla ricerca tumorale) permetto di scoprire mutazioni tumorali anche quando di dimensioni minime e non palpabili o evidenti.

Pare quindi che questa precisione di diagnosi, abbia incrementato di molto i casi riscontrati, anche se questo non rende affatto i dati meno preoccupanti.

Diagnosi e test

Allo stato attuale, la grande maggioranza dei casi di cancro alla tiroide vengono diagnosticati attraverso test effettuati per motivi medici non legati alla diagnosi tumorale.

Capita spessissimo che vengano riscontrati dei “possibili positivi” attraverso test di eco color doppler (per l’analisi dei vasi del collo) o comunque in maniera incidentale tramite esami non correlati.

In questi casi, di solito si procede con un esame citologico specifico, che se correttamente eseguito, dovrebbe dare informazioni anche in merito allo stadio del tumore.

Tumore alla tiroide, incidenza in Italia

In Italia il cancro alla tiroide colpisce maggiormente la popolazione femminile, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini.

La sua origine di solito risiede nelle ghiandole tiroidee responsabili della produzione degli ormoni T3 e T4 e questo lo rende atipico rispetto alle formazioni tumorali.

Non è ancora chiaro alla scienza come mai questa patologia capiti più spesso alle donne e molti studi sono in corso di svolgimento per cercare di avere dati precisi.

Ad oggi, prevenzione resta la miglior arma a disposizione ed è consigliato quando possibile, un controllo regolare.