Turismo musicale: è crescita record, + 10% in 2 anni

Verona, Torino, Roma e Milano le location principali.

Da una parte potremmo parlare di Rock, Pop, Elettro etc. che muovono le masse, dall’altra Classica e Jazz che attivano le nicchie.
C’è chi approfitta trovandosi in città, di un evento in cartellone, chi invece sceglie la sua destinazione per via di un Festival o un evento particolare.
Insomma, il turismo legato alla musica è un segmento di mercato che gode di ottima salute influenzando circa 8.000.000 di turisti all’anno tra italiani e stranieri con una crescita del 10% negli ultimi 2 anni.

Basti pensare che solo nel 2015 il numero di spettatori che provenivano da altre regioni rispetto a quelle organizzatrici dell’evento era cresciuto del 6% sull’anno precedente.
Considerando la stima del pubblico totale dei concerti per quell’anno (6,1 milioni di ingressi), il 31,4% degli spettatori era “forestiero” rispetto alla regione ospitante e, oltre la soglia dei 200 chilometri di distanza da casa, ha pernottato. Il 2,7% arrivava addirittura da fuori i confini nazionali.
Questi erano dati sviluppati da Assomusica, associazione di promoter che sul tema ha affidato uno studio a Cerved (società che fornisce servizi di valutazione, gestione e recupero crediti, report e studi di settore a aziende e istituti finanziari).

I dati ad oggi indicano che la piazza più “ospitale” al turismo musicale italiano è Verona, con l’Arena che vende fuori regione il 62% dei suoi posti a sedere e un promettente 3,2% all’estero.
Anche Torino si difende, grazie al PalaAlpitour, costruito per le olimpiadi invernali del 2005: 31% da fuori regione, 2,5% dall’estero.
Milano è la capitale della musica live, vede arrivare da fuori regione il 28,1% e dall’estero il 2,6%. Performance in equilibrio con Roma (28,7% da fuori regione e 2,8% dall’estero), mentre piazza decisamente più local è Napoli con un 26% di pubblico da fuori regione e solo l’1% da fuori Italia.

Stiamo parlando di un indotto che genera tra 200 e i 300 milioni di € all’anno.
Ad esempio secondo uno studio del 2012 realizzato per conto degli enti UK Music e VisitBritain, tale comparto  fatturava allo stato della corona oltre 2 miliardi di sterline, le potenzialità espresse da questa nicchia turistica sarebbero così alte da pensare di poter arrivare fino a 4 miliardi di sterline nei prossimi 10 anni.
I dati sono così confortanti al punto che Bergamo a Giugno ospiterà  i più importanti Festival Europei e si incontreranno per costruire un network e condividere un modello di turismo culturale. Il progetto è stato presentato alla Bit (Borsa internazionale del turismo).
<<E’ un settore – spiega Andrea Cortelazzi, responsabile di Sipario Musicale, tour operator specializzato da 23 anni – che richiama turisti di fascia medio alta. Sono persone che magari hanno anche già visitato le più importanti città e che se ci ritornano devono avere un motivo diverso dal solito>>.

Il turismo musicale però non è costituito solo di “eventi” ma anche di “posti”.
Di fatti in questi numeri non rientrano ad esempio i turisti che organizzano una vacanza  anche seguendo un itinerario che tocchi sia i luoghi dove i grandi musicisti hanno calcato le scene sia le città in cui si trovano particolari musei che hanno mostre dedicate alla musica.

Considerando che, alcuni artisti divenendo noti acquisiscono fama mondiale e a tutti gli effetti l’onorificenza di “cittadini del mondo”, quest’ultimi hanno pur sempre una città che ha dato loro i natali, luoghi in cui hanno vissuto o che comunque sono legati a momenti della loro vita.

 

Ultimi ma non ultimi i luoghi citati nelle canzoni. Quante volte canticchiando una canzone abbiamo evocato il posto che nel testo veniva citato? O che comunque era noto avesse ispirato quel brano?

Insomma, sembra che sempre più turisti cerchino di rendere la propria vacanza una sinfonia e perché sia tutte queste opzioni non sono da trascurare.
Stay tuned!

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