Scienza

Un antico insetto impollinatore racchiuso nell’ambra

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Un vero e proprio tesoro è emerso dalle miniere d’ambra del Myanmar, celebri per i numerosi – ed eccezionali – ritrovamenti fossili. Il reperto, analizzato da scienziati statunitensi e cinesi, conserva al suo interno una nuova specie di insettoAngimordella burmitina – vissuta quasi 100 milioni di anni fa.

Ma non è tutto.

Sul corpo dell’animale, i ricercatori hanno identificato tracce di polline appartenente ad una pianta a fiore. Come riportato nel relativo articolo – pubblicato su PNAS – ciò dimostra che l’impollinazione delle angiosperme ad opera di insetti è un fenomeno molto antico.

Insetti e fiori

Cretaceo, 99 milioni di anni fa.

Molto prima che l’uomo faccia la sua comparsa, bizzarre creature popolano il pianeta: i dinosauri. Dalle forme e dimensioni più svariate, alcuni sono pacifici giganti con un debole per le piante, mentre altri sono temibili predatori, armati di zanne e artigli letali.

Non sono però questi incredibili rettili ad attirare la nostra attenzione, ma piuttosto un piccolo insetto appena posatosi su un fiore.

Ad una prima occhiata, potrebbe sembrare un animale insignificante, soprattutto se paragonato ai suoi colossali vicini. Tuttavia, svolge un compito a dir poco fondamentale per il suo ecosistema: l’impollinatore.

Nel corso dell’evoluzione, vari insetti come api, farfalle e coleotteri, hanno sviluppato un rapporto simbiotico con le piante a fiore – anche dette angiosperme – che permette agli uni di ottenere cibo (nettare e polline), alle altre di riprodursi in modo efficace.

Si ritiene che sia stata proprio questa simbiosi a favorire la diffusione delle angiosperme nel Cretaceo. Sfortunatamente, la documentazione fossile è piuttosto carente e, in ogni caso, i reperti più antichi risalgono ad “appena” 48 milioni di anni fa (Eocene).

Un impollinatore al tempo dei dinosauri

È di pochi giorni fa l’annuncio del ritrovamento di un blocco d’ambra – proveniente dal Myanmar – che conserva al suo interno una nuova specie di coleottero. Chiamato A. burmitina, si tratta di uno dei primissimi rappresentanti della famiglia Mordellidae, vissuto quasi 100 milioni di anni fa.

Mediante una tecnica di microscopia laser, un team di scienziati ha rilevato la presenza di ben 62 granuli di polline – provenienti da una pianta a fiore – distribuiti su torace e addome.

Alcune caratteristiche, riguardanti la dimensione e la struttura dei granuli, suggeriscono che fossero progettati per agganciarsi al pelo dell’animale, per poi venire dispersi da quest’ultimo.

Non solo, A. burmitina presenta alcune peculiarità anatomiche – la forma del corpo, la struttura dell’apparato boccale… – tipicamente associate agli insetti impollinatori.

Tutto ciò lascia pensare che il reperto rinvenuto in Myanmar rappresenti la più antica prova diretta dell’impollinazione delle angiosperme ad opera degli insetti.

Come affermato dal professor David Dilcher – fra gli autori dello studio – “È estremamente raro trovare un reperto dove sia l’insetto che il polline sono preservati in un singolo fossile… questo esemplare illustra perfettamente la coevoluzione di piante ed animali in questo periodo”.

Leggi anche L’ammonite prigioniera nell’ambra

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