Salute

Un bacio potrebbe cambiarti la vita: il legame scioccante tra mononucleosi e cancro

Scopri come la mononucleosi può aumentare del 2600% il rischio di cancro. Rimani informato e proteggi la tua salute con le nostre ultime scoperte.

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Avere avuto la mononucléosi infettiva, una malattia virale comune che si trasmette attraverso la saliva, potrebbe avere delle conseguenze significative sulla salute futura. Questa è l’ipotesi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) attraverso una recente indagine condotta dall’Agencia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

La mononucléosi infettiva, nota anche come “malattia del bacio”, è provocata dal virus di Epstein-Barr, che si propaga attraverso la saliva. Si tratta di una malattia benigna e molto diffusa, con il 95% della popolazione che ha già contratto il virus. Questa condizione potrebbe avere effetti dannosi sulla salute a lungo termine.

Spesso l’infezione passa inosservata, specialmente se contratta durante l’infanzia, ed è più comune tra gli adolescenti. I suoi sintomi variano da angina (gonfiore e dolore dei linfonodi) a febbre, estrema stanchezza, perdita di appetito e dolori muscolari, oltre a mal di testa. Questi sintomi sono associati a un “sindrome mononucleosica”, caratterizzata da un aumento dei monociti e dei linfociti T, indicando un’attivazione intensa del sistema immunitario.

Durata della persistenza del virus di Epstein-Barr e sue implicazioni cancerogene

Una volta che la malattia è risolta, i sintomi scompaiono, ma il virus persiste nell’organismo, specialmente nei linfonodi, per tutta la vita. Questa persistenza non causa nuovi sintomi, ma consente all’organismo di sviluppare immunità. Si può confermare che una persona ha già contratto la mononucléosi quando si rinvengono nel suo sangue anticorpi specifici contro il virus di Epstein-Barr.

Diverse ricerche hanno dimostrato che il VEB potrebbe incrementare il rischio di sviluppare vari tipi di cancro, inclusi quelli della gola e del nasofaringe. Questo virus è capace di interferire con le proteine che regolano la proliferazione cellulare e può alterare i meccanismi di riparazione del DNA, oltre a sopprimere i geni che difendono contro le neoplasie. Si stima che i tumori associati al VEB rappresentino circa l’1,5% della mortalità globale per cancro.

Nuove evidenze sul rischio di sviluppare tumori dopo la mononucléosi

Un team di ricercatori ha recentemente pubblicato uno studio in Nature Communication, esaminando per un periodo di otto a dieci anni un campione di 74.000 persone nel sud della Cina. Durante questo periodo, sono stati raccolti dati sui casi di tumore per verificare l’eventuale correlazione tra l’incidenza dei tumori e i livelli di anticorpi contro il VEB nel sangue. Alla conclusione dello studio, sono stati registrati 1.990 nuovi casi di cancro.

Le analisi hanno mostrato che le persone con anticorpi contro il VEB avevano un rischio sviluppare tumore quasi cinque volte maggiore rispetto a quelle che non presentavano tali anticorpi. Inoltre, un tasso elevato di anticorpi si è correlato a un rischio ancora maggiore. In particolare, per il carcinoma del nasofaringe, il rischio era 26 volte più elevato per chi era stato esposto al VEB rispetto a chi non lo era mai stato. Anche il rischio di linfoma era aumentato di 3,2 volte, con un incremento del 1,7 per i tumori al fegato e di quasi 1,8 per il polmone, sempre tra le persone sérpositive al VEB.

Questi risultati si riferiscono a una popolazione cinese specifica e non possono essere generalizzati a livello mondiale, forniscono però nuove informazioni sul potenziale cancerogeno della mononucléosi e suggeriscono l’importanza di condurre ulteriori studi per comprendere meglio come il virus di Epstein-Barr eserciti i suoi effetti nocivi.

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Cecotec ToothCare 6000 Jet Liberty, l’idropulsore portatile che punta su praticità, autonomia e pulizia profonda

    Negli ultimi anni gli idropulsori dentali sono diventati sempre più diffusi, grazie alla loro capacità di completare la normale igiene orale. Pur non sostituendo lo spazzolino e il filo interdentale, rappresentano un valido alleato per rimuovere residui di cibo e placca nelle aree più difficili da raggiungere, contribuendo a mantenere gengive e denti più puliti. […]

  • preview

    Come eliminare la pancia davvero: cosa dice la scienza (e gli errori da evitare)

    La pancia è una delle zone del corpo che più preoccupa uomini e donne. Molti cercano esercizi miracolosi, tisane dimagranti o diete lampo nella speranza di eliminarla in pochi giorni. La realtà, però, è diversa. Non esiste un metodo per dimagrire solo sulla pancia. Quando il corpo perde grasso, lo fa in modo generale, anche […]

  • preview

    Eliminare questi cibi, può far dimagrire il doppio: cosa dice lo studio

    Eliminare o ridurre drasticamente i cibi ultra-processati dalla propria alimentazione può favorire una perdita di peso quasi doppia, anche senza contare le calorie. È quanto emerge da un recente studio clinico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, che ha analizzato l’impatto del grado di trasformazione degli alimenti sulla perdita di peso. Lo studio scientifico […]

  • preview

    Salute sessuale e circolazione: il ruolo chiave dell’attività fisica

    Quando si parla di difficoltà dell’erezione, molti pensano subito a stress, ansia da prestazione o problemi di coppia. In realtà, la salute sessuale maschile è legata in modo diretto anche a ciò che succede nel corpo ogni giorno: circolazione, metabolismo, infiammazione, qualità del sonno e livello di allenamento. Uno stile di vita sedentario, fatto di […]

  • preview

    Il virus RSV non è solo per bambini e anziani

    Quando si parla di RSV (virus respiratorio sinciziale) l’attenzione va quasi sempre a neonati e over 65. Eppure, le evidenze più recenti raccontano un quadro più ampio: anche gli adulti più giovani possono finire in ospedale e, soprattutto, possono portarsi dietro strascichi che durano mesi, tra fiato corto, stanchezza e difficoltà nelle attività quotidiane. Il […]

  • preview

    Melograno: perché il succo fa bene al cuore (ma non per tutti)

    Il succo di melograno non è più solo una bevanda “benessere” di tendenza: negli ultimi anni è diventato un piccolo caso di studio per cardiologi e nutrizionisti. Il motivo è semplice: dentro quei chicchi rubino c’è un mix di polifenoli (punicalagine, antociani e acidi ellagici) che agiscono come antiossidanti e modulatori dell’infiammazione. Quando questi composti […]

  • preview

    Vitamina C come scudo naturale contro l’aria inquinata

    Se vivi in città o in zone dove traffico, fumo da camini, incendi o polveri sottili si fanno sentire, c’è un nemico invisibile che respiri senza accorgertene: le PM2.5. Sono particelle minuscole, capaci di arrivare in profondità nei polmoni e di innescare infiammazione e stress ossidativo. Negli ultimi mesi, un filone di ricerca ha rimesso […]

  • preview

    Misofonia: perché alcuni suoni quotidiani scatenano rabbia e ansia

    La misofonia non è semplice fastidio: per alcune persone un rumore quotidiano come masticare, deglutire, respirare forte, tamburellare con le dita o il ticchettio di una penna può scatenare una reazione emotiva immediata e intensa. Non parliamo di capriccio o di scarsa tolleranza, ma di un meccanismo che coinvolge attenzione, memoria, risposta di allarme e […]

  • preview

    Zenzero e salute: non è solo una tisana

    Lo zenzero è una di quelle radici che molti tengono in cucina “per sicurezza”: un pezzetto nel tè quando arriva il freddo, una grattugiata nei piatti orientali, qualche fetta in infusione dopo una cena pesante. Negli ultimi anni, però, la ricerca sta mettendo ordine tra tradizione e prove: alcuni effetti che sembravano solo “rimedi della […]

  • preview

    Il sole influisce sulla mortalità più di quanto pensiamo

    Ogni inverno si osserva un aumento dei decessi per cause diverse: infezioni respiratorie, eventi cardiovascolari, peggioramenti neurologici e complicanze in persone fragili. È facile dare la colpa solo ai virus stagionali o al freddo, ma c’è un elemento che spesso resta sullo sfondo e invece agisce come un “regolatore” potente: il sole. La riduzione della […]