Salute
Un farmaco usato per il diabete di tipo 2, potrebbe legarsi al Covid-19 e impedirne la replicazione

Alcuni ricercatori dell’università di Waterloo hanno scoperto che i soggetti con diabete di tipo 2 potrebbero essere più predisposti a contrarre il coronavirus. I gruppi maggiormente a rischio sono gli anziani, le persone con un sistema immunitario debole oppure con le vie respiratorie compromesse. Tuttavia, anche i diabetici rientrerebbero in questo gruppo, con conseguenti maggiori probabilità di complicanze dovute alla patologia. L’altra faccia della medaglia positiva, riguarda il farmaco utilizzato per chi soffre del diabete di tipo2, difatti quest’ultimo sarebbe in grado di legarsi al Covid-19 ed impedirne la replicazione.
Un farmaco per il diabete potrebbe essere utile contro il Covid-19
La ricerca si è poi spostata su un altro aspetto, sulla struttura 3d della proteina del coronavirus: essa potrebbe essere intaccata da un farmaco che si utilizza per il trattamento del diabete di tipo 2. Questo medicinale potrebbe essere in grado di legarsi al virus e di conseguenza impedirne la replicazione. Si tratta degli inibitori della dipeptidil peptidasi 4 (o inibitori della DPP4).
Ovviamente, è inutile sottolineare che ciò non costituisce un presupposto per un vaccino: il coronavirus può infettare i soggetti e provocare tutte le problematiche connesse, tuttavia con questi inibitori si potrebbe impedire al virus di replicarsi in tutto il corpo.
In particolar modo, per coloro che soffrono di diabete di tipo 2 il trattamento in questione potrebbe essere la prima scelta; ma anche coloro che non hanno il diabete potrebbero utilizzarlo poiché sono note le caratteristiche e gli effetti collaterali.
Praveen Nekkar, a capo di questa ricerca ha affermato: “La scoperta e lo sviluppo di un nuovo farmaco possono richiedere da 10 a 15 anni e costare fino a un miliardo di dollari. COVID-19 sta provocando il caos in questo momento e abbiamo bisogno di buone opzioni di trattamento farmacoterapico il più presto possibile, ecco perché abbiamo iniziato a studiare il reimpiego dei farmaci ”.
Ad oggi non è possibile affermare che il trattamento è efficace e sicuro, ma non è escluso che possa esserlo in futuro. D’altronde il rimpiego dei farmaci esistenti costituisce la prima opzione per il trattamento del Covid-19.









