Salute

Un fiocchetto lilla per combattere i disturbi del comportamento alimentare

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Tre milioni sono stati nel 2018 le persone affette da disturbi del comportamento alimentare. Lo scorso 15 marzo si è tenuta la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla questo numero porta ad una riflessione più profonda di cosa siano realmente i DCA (anoressia, bulimia, binge eating, obesità, Ednos e tante e altre nuove forme ancora) e che mondo sotteso c’è dietro ogni persona che ne soffre. Ogni 15 marzo l’Italia si tinge di lilla, e questa è l’occasione per squarciare il buio del silenzio dietro cui i DCA, ogni giorno, si nascondono.

Un fiocchetto lilla per uscire dal silenzio

La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla è un momento forte di riflessione, di sensibilizzazione ed informazione sulle maggiori cause e sui devastanti effetti che i DCA determinano nell’individuo e nella famiglia e, soprattutto, per cercare di scoraggiare il distacco e il disinteresse, e accrescere la consapevolezza a livello individuale ed istituzionale creando così una fitta rete di solidarietà volta verso chi ne è colpito, in contrapposizione al disagio relazionale e al senso di abbandono.

Aumento di casi di disturbo del comportamento alimentare in Italia

In Italia, nel corso degli anni, il fenomeno dei DCA non solo è in aumento, ma abbraccia fasce di età che prima ne erano escluse, come gli over-40. Una problematica, che non riguarda quindi solo ragazze giovanissime, tra le quali comunque l’età di insorgenza si è ulteriormente abbassata, comprendendo la fascia tra gli 8 e i 9 anni.

Un esordio così precoce può comportare un rischio maggiore di danni permanenti che vanno ben oltre la malnutrizione, soprattutto a carico dei tessuti che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione, come le ossa e il sistema nervoso centrale.

Data la loro complessità, l’intervento precoce ha un ruolo fondamentale; è essenziale la collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni (psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna), ai fini di arrivare ad una diagnosi precoce, ad una tempestiva presa in carico all’interno di un percorso multidisciplinare e di un miglioramento dell’evoluzione a lungo termine.

Una rete intorno ai dca per aiutare chi ne soffre

A livello nazionale, la sensibilizzazione e gli aiuti verso i DCA stanno creando una rete fondamentale e, come si legge sulle pagine ufficiali del Ministero della Salute, nella giornata odierna “verrà illustrata l’attuazione del percorso lilla in pronto soccorso”. Dall’anno scorso, infatti, il triage del pronto soccorso si è arricchito di un nuovo colore, il codice lilla, specifico per i disturbi del comportamento alimentare. L’idea del Ministero della Salute è nata per indirizzare al meglio i pazienti colpiti da queste problematiche, che spesso non ricevonouna diagnosi e un trattamento appropriati, data l’estrema varietà delle espressioni sintomatiche.

I pazienti possono infatti presentarsi con sintomi sia psicopatologici, sia organici. Rivolgersi al pronto soccorso può quindi essere una forma di richiesta di aiuto.

Soprattutto l’accesso in emergenza può rappresentareuna preziosa occasione per avvicinarsi al paziente e iniziare un percorso terapeutico.

L’origine del fiocchetto lilla

Il Fiocchetto Lilla ha origine negli Stati Uniti e rappresenta da più di 30 anni la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare (DCA), mentre in Italia la giornata è stata promossa per la prima volta nel 2012 dall’associazione “Mi Nutro di Vita” ed è nata da un padre, Stefano Tavilla, che ha perso la figlia Giulia a soli 17 anni per bulimia. Ricorre il 15 marzo, proprio nel giorno della sua scomparsa.

Il fiocchetto lilla è simbolo di speranza per chi, per troppo tempo, è rimasto costretto in silenzio e in solitudine dalla sofferenza, per restituire voce e dignità a chi pensava di averle per sempre perdute. Simbolo del ricordo, il fiocchetto lilla è soprattutto per non dimenticare chi non ce l’ha fatta. Simbolo di una comunità d’intenti, il fiocchetto lilla è per costruire una nuova cultura fondata sull’ascolto, che abbatte il muro dei pregiudizi per lasciare spazio alla forza della condivisione.

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